Impianto HiFi entry level (ma non troppo). Ecco come cominciare

entry-level

Proviamo a comporre una catena HiFi, partendo da zero, cercando di spendere poco, ma senza fare rinunce né per funzionalità né tanto meno per qualità della riproduzione sonora.

Stiamo vivendo un’era a dir poco paradossale. Ascoltare bene, in alta fedeltà, probabilmente non è mai costato così poco eppure… l’HiFi sta vivendo uno dei suoi periodi più neri di sempre.

Vabbé.


Proviamo almeno a dimostrare la prima parte dell’assunto, ovvero che si può costruire una catena HiFi spendendo cifre ragionevolissime, senza andare a scomodare apparecchi all-in-one.

40 + 40 watt RMS “veri” sono più che sufficienti sia per sonorizzare un normale ambiente domestico, sia per pilotare diffusori non di bocca buona. Ce li garantisce l’amplificatore integrato NAD C316BEE, un apparecchio davvero completo sul fronte degli ingressi (manca solo lo stadio phono) e davvero ben suonante, trasparente, musicale, adatto alla musica rock e in grado di non far rimpiangere nulla con la classica e col jazz. Certo, l’estetica è tipica degli anni ’90 ma… siamo sicuri che il suo suono si farà perdonare il non essere all’ultima moda in fatto di design. Per portarselo a casa ci vogliono 365 euro.

NAD-C316BEE

Che casse acustiche gli facciamo pilotare? Rincorrendo il miglior rapporto qualità/prezzo possibile rimaniamo orgogliosamente in Italia e se la necessità sarà per diffusori bookshelf… ecco le Indiana Line TESI 260.Se avremo la fortuna/possibilità di poter ospitare dei diffusori da pavimento (sicuramente maggiormente performanti) ecco pronte le 3 vie delle Indiana Line Nota 550N. Ci vogliono 260 euro la coppia per le prime e 370 per le seconde.

Indiana-Line-TESI-260Indiana-Line-Nota-550N

Avevamo tessuto le lodi dell’ampli NAD qualche riga fa, segnalando l’assenza dello stadio phono. Rimediamo con 58 euro e col Pro-Ject Phono Box MM.

Pro-Ject-Phono-Box-MM

Abbiamo detto che non vogliamo rinunciare a nulla, neanche al dolce suono del vinile e quindi ricorriamo ancora al produttore austriaco (formato da transfughi da Philips) e inseriamo nella catena il giradischi Pro-Ject 13205 Essential II. Completamente plug&play, si porta in dotazione un robusto motore a trazione diretta e lo facciamo nostro con 229 euro.

Pro-Ject-13205-Essential-II

Come sorgente digitale ci affidiamo alla tecnologia giapponese, sempre attenta ai nostri borsellini e mai deludente quanto a qualità e quindi ci accaparriamo il lettore CD Marantz CD5005.

Marantz-CD5005

E la musica liquida? Per il momento ci accontenteremo di usare il dongle Chromecast Audio di Google (39 euro), che in WiFi riceve in scioltezza file a 24/96 (anche se il suo DAC interno arriva a 24/192): gli mandaremo in pasto i file provenienti dal nostro computer domestico.

Chromecast-Audio

Possiamo anticiparvi che prossimamente proveremo ad assemblare un impianto HiFi low-cost specifico per la musica liquida.

Ricapitolando, ecco come abbiamo composto la nostra catena per un impianto HiFi entry level ma senza rinunce:

Il totale di 1.191 euro, può salire a 1.301 se scegliamo le casse da pavimento. Aggiungiamo il costo del dongle e per il momento quelli di cavi “normali”… diciamo altri 100 euro? Quante soddisfazioni / emozioni ci potrà dare un impianto del genere? Noi scommettiamo moooolte di più di uno smartphone da 8/900 euro, quanti ce ne vogliono per quelli appena usciti. Senza contare che il telefonino ha un tasso di obsolescenza rapidissimo, mentre un impianto HiFi è per la vita. O almeno fintanto che il nostro orecchio non s’affinerà di più e quindi… Ma questa è un’altra storia.

Potevamo spendere di meno? Certo. Potevamo spendere di più? Ovviamente. Potevamo fare scelte diverse? Sicuramente. E voi? Che scelte avreste fatto? Discutiamone sul nostro canale FaceBook.

Buona musica (ad alta fedeltà) a tutti.

 

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