Come digitalizzare gli LP (e i vinili in generale)

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Una guida “per tutti” su come trasformare i nostri amati vinili in file di musica liquida. Perché farlo? Per tante ragioni, come ad esempio per salvaguardare i nostri pezzi da collezione o per rendere portatile la nostra lp-teca.

Non ci sono ragioni che tengano: gli amanti del vinile sono insensibili al canto delle sirene della musica in digitale. Da parte nostra, l’abbiamo detto e lo ripetiamo, siamo per una pacifica convivenza di analogico e digitale e invitiamo l’audiofilo a prendersi il meglio dei due “mondi”, senza rinunciare all’uno o all’altro.

Nonostate tutti i suoi limiti tecnici, gli LP sono belli da guardare e da toccare, inducono a un’esperienza d’ascolto senz’altro più profonda e coerente con la tracklist pensata dall’artista, hanno le copertine che spesso sono un vero e proprio prolungamento del contenuto artistico dell’album e un suono privo di asperità, seppure più avaro in dinamica e in estensione in frequenza degli analoghi file.

Ma soprattutto, ahinoi, i vinili sono soggetti a usura e vedere degenerare giorno dopo giorno un pezzo da collezione, scovato in chissà quale mercatino o faticosamente conquistato in un’asta… beh, potrebbe essere causa di infarto per molti.

Per non parlare del fatto che i vinili non vengono con noi in giro o in viaggio.

Per cui potrebbe essere utile, saggio e divertente digitalizzare gli LP e trasformarli in file; senza andare a comprare di nuovo in versione digitale quello che abbiamo già in vinile (senza per questo sentirci autorizzati a ledere i diritti d’autore andando nei meandri del file sharing), ecco come digitalizzare la nostra collezione di vinili.


 

Digitalizzare gli LP: cosa è necessario

Scenario 1

  1. Giradischi
  2. Preamplificatore phono
  3. Convertitore analogico-digitale con uscita USB
  4. Personal computer (indifferente il sistema operativo)
  5. Un software di registrazione / digitalizzazione

Scenario 2

  1. Giradischi con uscita USB
  2. Personal computer (indifferente il sistema operativo)
  3. Un software di registrazione / digitalizzazione

Probabilmente gli audiofili di lungo corso sono già nella situazione descritta nello Scenario 1 e magari gli manca solo il convertitore analogico-digitale con uscita USB.

Ma comunque potrebbe essere interessante pensare di passare (aggiungere) allo Scenario 2, dato che i giradischi con uscita USB hanno raggiunto costi abbordabilissimi e potrebbe essere interessante mettersene uno in casa adibito solo a questo scopo (e magari, terminate le operazioni di digitalizzazione, passarlo nella camera dei ragazzi per farli appassionare ai vinili).

Giradischi con uscita USB

La nostra prima scelta tra i giradischi con pre-phono incorportato, con convertitore analogico-digitale interno e uscita USB cade sull’Audio-Technica AT-LP120-USB, giradischi professionale a trazione diretta, un campione di rapporto qualità-prezzo. Volendo risparmiare qualcosa si può rimanere sempre in casa della stessa azienda e considerare l’Audio-Technica AT-LP60-USB con trazione a cinghia.

Appassionati del Sol Levante? Considerate allora il Sony PS-LX300USB Giradischi USB con Servomotore controllato DC.

E se vogliamo lasciare spazio al colore… ecco il Pro-Ject Debut Carbon (DC) USB Phono rosso.

Preamplificatore phono + convertitore analogico-digitale + uscita USB: una scorciatoia

Se invece preferiamo un giradischi tradizionale, o magari vogliamo usare quello già in nostro possesso, una scorciatoia è rappresentata dal Rega Fono Mini A2D, preamplificatore phono MM/USB. Preamplifica, converte ed esce in USB in poichissimo spazio e con pochi soldi, ma ha il limite di supportare solo le testine  a Magnete Mobile (MM).

Conversione analogico-digitale audiophile

Se invece il vostro budget vi permette di spendere qualche centinaio d’euro (tra i 600 e 700), non volete ricorrere a prodotti di derivazione informatica e magari volete mettervi in casa anche un vero e proprio hub digitale, ecco il CYP AU-D250 convertitore analogico digitale.

Software

Il più blasonato software per digitalizzare i vinili è sicuramente Pure Vinyl di Channel D. Bisognerà sborsare qualche euro per portarselo a casa (360 per la precisione), ma si può valutare prima con la versione demo che dura due settimane. Oppure scegliere per un decimo circa del costo la versione VinylStudio, che della versione “grande” conserva la manipolazione dell’equalizzazione RIAA.

Possiamo raggiungere risultati di tutto rispetto anche con Audacity a… costo zero.

In tutti i casi vi tranquilliziamo sin da subito: tutte le soluzioni software proposte sono (abbastanza) semplici da usare.

Audacity

In che formato digitalizzare?

WAV, AIFF o FLAC, in ogni caso a 24 bit e 96 kHz, per preservare tutte le informazioni contenute nei solchi dei nostri vinili.

Buon divertimento!

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