Intervista a Lorenzo Sanavio di Mastersound

Quest’anno diversi costruttori italiani hanno partecipato al Monaco HiEnd 2012, una manifestazione hi-fi internazionale recentemente conclusa. Molti dei nostri marchi Made in Italy hanno voluto presentarsi ad un pubblico internazionale e alcuni di loro, anziché esporre in un proprio stand, hanno scelto di partecipare nell’ambito di un gruppo denominato, appunto, Audio in Italy.

Abbiamo voluto sentire com’è andata, chiedendo a tutti i partecipanti del gruppo italiano di raccontarci qualcosa. Iniziamo con Lorenzo Sanavio, di MASTERSOUND, il primo ad aver risposto  al nostro invito.

lorenzo-sanavio– Mastersound è da una quindicina d’anni sul mercato – ci spiega Sanavio – come scelta ci siamo dedicati  interamente all’amplificazione valvolare.

La nostra linea  è composta da integrati in single ended o in parallelo e da finali in parallelo, sempre in single ended. Abbiamo anche un preamplificatore, per completare la nostra linea dei finali.

Siamo progettisti e costruttori in toto dei nostri prodotti, anche i trasformatori vengono progettati e costruiti da noi in casa –

Cos’è Audio in Italy?
– Non è altro che un gruppo di costruttori italiani, che collabora da qualche anno per presentare insieme un sistema Made in Italy agli appassionati di musica in Italia, ma soprattutto presentare il Made in Italy nelle fiere internazionali, con un maggior impatto visivo, lavorando appunto in gruppo e presentando una catena di prodotti di eccellenza in sinergia tra loro.

Alla fiera di Monaco – prosegue Sanavio – tante persone, tanta curiosità, tante buone intenzioni e qualche ordine… si spera sempre che il momento migliori.

La fiera di Monaco ha una giornata, la prima, dedicata agli operatori del settore. Questo la rende particolarmente professionale e durante tutti i giorni seguenti ci sono comunque contatti con distributori stranieri, oltre al numeroso pubblico di appassionati –

La fiera di Monaco non sembrerebbe risentire della crisi economica globale, è così?
– La crisi economica si spalma in maniera omogenea su tutto il mercato europeo e, quindi, anche sul mondo dell’Hi Fi. Vista da dentro ci si accorge che crisi globale c’è, ma l’alta fedeltà è un piacere e troverà sempre qualcuno disposto a investire tempo e denaro per un impianto che soddisfi le sue esigenze di ascoltatore –

Perché in Italia non si possono più organizzare manifestazioni di una certa importanza?
– Non credo che non si possano organizzare. Bisognerebbe avere il coraggio di uscire dai vecchi schemi. Non organizzare delle fiere campionarie, con montagne di articoli, di listini prezzi, e tonnellate di depliant.

Si dovrebbe lavorare per accompagnare la gente al buon ascolto, educare le persone alla musica, il resto, io penso, arriverebbe da solo. Lo dico sempre, ma sono un romantico, che non vendo amplificatori, ma emozioni (sarà perchè io mi emoziono ancora!) –

Da più parti si guarda a alla musica liquida come il futuro dell’hi-fi, forse, l’unica ancora di salvezza di un settore
– Musica liquida, perchè no? Non credo che sia l’ancora di salvezza del settore. Vinile, CD, nastro magnetico, sono solo supporti, più o meno comodi o pratici all’uso.

C’è chi ascolta la perfezione sonora, i minimi dettagli e non accetta il fruscio di una testina su un vinile nuovo e pulitissimo e chi ascolta, emozionandosi, una registrazione originale, con tutti i possibili difetti sonori, beandosi di quella interpretazione unica e irripetibile. Io personalmente uso tutto, senza preconcetti, basta che sia buona musica –

Percepiamo, da parte degli appassionati, una buona dose di curiosità verso la musica liquida, ma anche forti resistenze, quest’ultime generate, soprattutto, dalla scarsa confidenza con mezzi di stretta derivazione informatica. Cosa si può fare a livello di divulgazione di massa?
– Insegnare alla gente ad ascoltare! –

 

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