Fioretto per il Natale 2013: ognuno di noi diffonda il Verbo dell’HiFi e trovi almeno un discepolo

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Mai come in questo periodo il culto dell’HiFi ha bisogno di nuovi adepti, di nuovi proseliti e – soprattutto – di appassionati che facciano apostolato. Il rischio (tangibile, dietro l’angolo, in buona parte già concretizzatosi) è che la passione per l’alta fedeltà diventi un affare geriatrico. In altre parole, ai giovani di amplificatori, casse, DAC, ecc… semplicemente non gliene frega niente.

Molti di noi audiofili hanno approfittato della tredicesima (per chi ce l’ha) o dei regali per comprare un nuovo apparecchio da innestare nell’impianto, oppure hanno fatto un upgrade, o – finalmente – cominciano a fare il salto verso l’HRA, l’Hi-Res Audio, da noi conosciuto come musica liquida in HD; insomma, tanti di noi non vedono l’ora di sfoggiare il rinnovato e sudato impianto con qualcuno. E invece…

E invece per questo Natale facciamo tutti insieme un fioretto. Anzi due. Leviamoci di dosso quell’aura di spocchia e di superiorità che troppo spesso abbiamo quando parliamo con persone non aderenti al Culto della Musica Ben Riprodotta. Allo stesso tempo approfittiamo dei raduni di famiglia di questi giorni di festa per prenderci da parte i nipoti (o comunque persone decisamente più giovani di noi) e, semplificando al massimo il linguaggio, cerchiamo di trasmettergli il nostro entusiasmo per woofer & tweeter, valvole & semincoduttori, CD & LP, analogico vs digitale. Ma soprattutto, facciamo opera di divulgazione su quanto e come la musica possa donare emozioni, a patto che sia riprodotta ad alta fedeltà.

Cerchiamo di ricordare che per capirci, con chiunque, dobbiamo parlare la sua stessa lingua. E quindi se abbiamo fra le grinfie il nostro nipote studente universitario, non possiamo convincerlo di quanto sia utile un impianti HiFi facendogli ascoltare Chopin. E probabilmente neanche con i Pink Floyd. E quindi, se vogliamo che la comunicazione sia davvero efficace, turiamoci il naso (pardon, le orecchie) e lasciamo che colleghi il suo smarphone al nostro impianto (basta un cavetto mini jack stereo – pin jack RCA) e si goda tutta la potenza di fuoco delle nostre casse con la sua musica. E se dai nostri altoparlanti uscirà un diluvio di parole condito di turpiloquio… si chiama hip-hop, portiamo pazienza.

Se riusciamo in questa missione (che non è impossibile), avremo un amico in più (o un nipote che aspirerà ad entrare nel nostro testamento) con cui parlare del nostro hobby preferito, ma soprattutto avremo fatto un gran bene a un settore che ben presto, altrimenti, rischia l’implosione per mancanza di ricambio generazionale.

(Massimo Garofalo & Carlo Capitta)

P.S.: lo sappiamo che anche e soprattutto le aziende (produttori e distributori) hanno le loro colpe in questo, che si sono beate dei tempi delle vacche grasse (per continuare con le metafore bibliche) e ora che le vacche sono smagrite non sanno che pesci prendere. Questo post lo condividiamo su Facebook. Accoglieremo volentieri i vostri commenti e i vostri sfoghi .

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