JBL Synchros S700, le cuffie con (o senza) DSP

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JBL si butta a capofitto nel settore delle cuffie col modello Synchros S700, che dovrebbe andare ad infastidire il leader di mercato del suo segmento. Ottimizzata per entrambi gli ecosistemi di smartphone, dimostra quantomeno controverso l’uso dei DSP.

Il produttore americano non si nasconde dietro un dito e con le JBL Synchros S700 va all’attacco delle Beats by Dr. Dre Pro sul loro stesso terreno, ovvero quello di cuffie per amanti dei generi musicali più moderni (espressione terribile, questa, che qui ho ironicamente mutuato dalle riviste “storiche” di HiFi: generi musicali più moderni – invece – si traduce in rock, EDM, hip-hop, r’n’b, dubstep, ecc.; e se non sapete divincolarvi fra queste sigle… correte ai ripari col “cugino” di QuotidianoAudio, RockShock.it).

La JBL Synchros S700 è una cuffia che pone particolare attenzione alla dinamica e alla riproduzione dei bassi. Questo non significa necessariamente una riproduzione di tipo loudness, ma nemmeno una roba edulcorata e da educande. Sì, è vero, i live club dove si suona musica rock e EDM (per inciso, acronimo di Electronic Dance Music) sono pieni di subwoofer; sì, è vero, è un tipo di riproduzione musicale che non ha nulla a che fare con quanto è possibile suonare in natura (e quindi in una sala con un’orchestra); sì, è vero, spesso è musica riciclata, a base di campionamenti di seconda o terza mano, ma qui si dovrebbe disquisire su cosa sia la Cultura Pop e sulla sua superiorità rispetto ad altre forme culturali, cfr Cartesio non balla. Definitiva superiorità della cultura pop (quella più avanzata). È vero tutto, ma infilare la testa sotto la sabbia e far finta di ignorare che le cuffie (questo tipo di cuffie) sono un mezzo straordinario per parlare con intere generazioni che altrimenti sarebbero sorde ai temi, ai linguaggi e ai contenuti dell’HiFi… sarebbe commercialmente un suicidio.

E ad ogni modo le JBL Synchros S700 se usate in modalità passiva suonano davvero bene. Riescono ad essere cuffie generose agli estremi della banda, pur rimanendo tutto sommato equilibrate.

Cambia tutto quando si usano in modalità attiva. Significa che hanno due cavi dedicati, entrambi forniti in dotazione, uno per Android e uno per IOS, per ampliare le funzioni della cuffia stessa tramite controllo del volume e, soprattutto, per l’inserimento dei DSP (Digital Signal Processor), dei programmi digitali progettati per riprodurre la modalità di ascolto tipica di certi ambienti e/o di certe situazioni, come un live in uno stadio piuttosto che in un jazz club. In questa modalità la JBL Synchros S700 mostra la corda, con l’ascolto determinato dalla durata della batteria e, soprattutto, una qualità del suono che risulta tutt’altro che naturale e men che meno divertente. Tanto sono entusiasmanti in modalità passiva, quindi, quanto lasciano perplessi in modalità attiva.

Vabbé, le lasciamo spente, qual’è il problema? Il problema, come al solito, è una questione di soldi, dato che le JBL Synchros S700 costano 350 dollari USA e con la stessa cifra gli audiofili (ma non solo loro) possono trovare qualcosa di più coerente con un ascolto puramente HiFi.

Produttore: JBL

     

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