Cabasse IO2 + Santorin 25m2: prova d’ascolto

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Due sfere poggiate su una base magnetica e un subwoofer “importante”: è l’accoppiata Cabasse IO2 + Santorin 25m2. L’abbiamo in redazione da due mesi: è tempo di raccontarvi cosa ne pensiamo di un sistema ottimo per l’HiFi e che strizza l’occhio anche all’home theater.

L’azienda francese Cabasse da noi non è conosciutissima. Purtroppo. La sua linea di casse acustiche (a cui s’affiancano anche altri apparecchi fra cui un interessante streamer, il Carminat) gode della stima incondizionata di irriducibili fan, specie la linea composta da satelliti + sub, come l’accoppiata Cabasse IO2 + Santorin 25m2.

Ma chi sono questi fan? Sono soprattutto, come chi vi scrive, appassionati cresciuti a suon di musica live, soprattutto rock e derivati. Sono persone che inseguono anche a casa il suono dei club e quello dei grandi eventi, in cui i bassi sono diffusi generosamente e i watt non bastano mai.

Il Santorin 25m2 è un subwoofer amplificato da 250 watt con una potenza di picco di 750 watt; è caratterizzato da un altoparlante da 25 centimetri di diametro e da una risposta in frequenza da 34 a 150 Hz.

Le Cabasse IO2, invece, sono dei diffusori di forma sferica al cui interno si nasconde un altoparlante coassiale a due vie direttamente derivato dalla serie Baltic (probabilmente quella che ha mandato il marchio francese all’attenzione dei più). Il midrange è da 13 centimentri, mentre il tweeter a cupola in Kaladex è da 2,7 cm. Reggono 80 watt su 8 Ω, ma sostengono picchi di 580 watt (!) e restituiscono 93 dB di dinamica.
Hanno una risposta in frequenza da 140 a 22.000 Hz e, seppure tutti i prodotti descritti in questa pagina sono venduti separatamente, sono fatte per vivere in indissolubile matrimonio col Santorin 25m2.

Noi siamo entrati in possesso della versione nera lucida sia del subwoofer sia dei satelliti (il sub è davvero molto lucido); Cabasse fornisce addirittura i guanti bianchi (nel senso letterale del termine) per maneggiarli senza lasciare impronte.

Eventualmente dotati di specifici stand, i satelliti Cabasse IO2 si posizionano davvero facilmente in ambiente: a parete, su scaffali, su stand già in nostro possesso (come nel nostro caso): le sfere – che danno una piacevole sensazione di robustezza (tappo copri fili escluso) – sono poggiate su una base magnetica che consente di orientare la direzione di diffusione senza costringerci a salti mortali per il posizionamento.

Tutto l’opposto del subwoofer Santorin 25m2: nonostante tutta la teoria che vuole i bassi come omnidirezionali, i migliori risultati li abbiamo ottenuti posizionandolo al centro, tra i due satelliti.

Il sub è amplificato, dicevamo, e sul retro presenta la regolazione di fase, il volume e la regolazione della frequenza di taglio, che nell’accoppiata in analisi Cabasse suggerisce di 120 Hz, in modo da dare una piccola sovrapposizione sub/satelliti e non avere buchi di frequenze. Probabilmente a causa del nostro ambiente d’ascolto, noi abbiamo trovato i risultati più soddisfacenti a 140 Hz.

Collegato a un integrato Rotel, abbiamo ascoltato in lungo e in largo il sistema usando come sorgenti: lettore BluRay Sony (per sessioni home theater), network player Cambridge Audio e CD player Advance Acoustic (per le sessioni HiFi).

Il primo impatto con l’accoppiata  Cabasse IO2 + Santorin 25m2 non è stato felicissimo: il subwoofer richiede pazienza per essere settato correttamente e – inoltre – dopo una ventina d’ore d’uso si scioglie definitivamente, costringendoci a regolare di nuovo frequenza di taglio e volume.

 

Ma poi…

Le Cabasse IO2 + Santorin 25m2, dopo la pazienza richiesta in fase iniziale, sono s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-i. L’immagine stereo (il jazz della Blue Note e della ECM), la pulizia e la trasparenza del suono (le Piano Lessons di Michael Nyman), l’impatto dinamico (i Porcupine Tree di Signify, ma anche un qualsiasi disco rock mediamente ben inciso) e la profondità dei bassi (qualsiasi disco a caso della Raster-Noton, il CD dei Diamond Version su tutti) lasciano senza fiato e fanno innamorare.

L’amplificatore che abbiamo in uso (un “semplice” Rotel RA-12, con DAC incorportato Wolfson 24/192) ha 2 ingressi ottici: non abbiamo resistito e vi abbiamo collegato via SPIDIF la TV: Mad Max Fury Road fa venire giù l’intonaco, con Fast and Furious 7 ci troviamo con la testa dentro il motore di un’auto, i microsuoni digitali della colonna sonora dell’inedita serie Mr Robot escono fuori con una prepotenza mai sentita, salvo poi coccolarci a furia di carezze con la struggente versione per solo pianoforte di Where Is My Mind dei Pixies.

Il bello del sistema Cabasse IO2 + Santorin 25m2, ciò che davvero esalta, è la possibilità di ottenere un suono corposo anche a basso volume; ma se vogliamo/possiamo far sputare watt all’ampli… l’eccitazione è garantita, per di più senza alcuna fatica d’ascolto.

Non vogliamo annoiarvi oltre e riassumiamo in una semplice tabellina i pro e i contro di questo sistema.

Pro:

  • ricostruzione scena sonora
  • estensione risposta in frequenza
  • dinamica
  • facilità di installazione dei satelliti

Contro:

  • il sub per rendere al meglio deve essere necessariamente installato al centro
  • molta, tanta pazienza per le regolazioni del subwoofer
  • alla fine, a meno di non voler cambiare tutto spesso, il setting del sub sarà frutto di un risultato medio, specie nelle applicazioni audio/video.

Prezzo di listino Cabasse IO2 + Santorin 25m2: euro 2.200

Produttore: CABASSE

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