iFi iPurifier, ripulisce i segnali su cavo USB

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Praticamente tutti gli appassionati di Hi-Res Audio si sono confrontati con la porta USB, che nasce per scopi completamente diversi da quelli audiophile. Anzi. Per applicazioni ben più semplici. Il rischio è quello di far arrivare un segnale “sporco”. A “ripulirlo” ci pensa iFi iPurifier.

iFi è un’azienda ben nota per l’incredibile rapporto qualità/prezzo dei suoi convertitori e dei suoi amplificatori per cuffie. Conosce a menadito l’universo USB, i suoi pregi e i suoi difetti.

Lo standard USB fu introdotto in ambito informatico per collegare “al volo” al computer periferiche tutto sommato semplici come hard disk, webcam, stampanti, un mouse e le comode pen drive. Niente a che vedere col ben più complesso mondoi degli audiofili e dell’alta fedeltà.

Eppure spesso e volentieri è proprio il computer, collegato via USB al nostro DAC faticosamente scelto e inserito nel nostro impianto, la sorgente d’elezione per i nostri file in Hi-Res Audio.

È un tipi di connettore (e cavo) assai delicato quello USB, chiamato nel mondo audio a veicolare una mole incredibile di dati e a fare i conti con l’EMC Electro Magnetic Compatibility.

In quest’ottica, l’iFi iPurifier interviene per fare un unico lavoro, purificare e filtrare il segnale audio alla fine della catena digitale, giusto un attimo prima di darlo in pasto al nostro DAC.

La sua particolare circuitazione è stata progettata esplicitamente a questo scopo, per ripristinare l’originale forma d’onda del segnale, PCM, DSD o DXD che sia, per eliminare quello che i tecnici chiamano EMI noise, tipicamente misurabile in 39 dB e che – invece – dopo l’intervento dell’iFi iPurifier viene abbattuto (a seconda dei casi) da 5 a 34 dB.

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Ulteriori info su iFi iPurifier

Produttore: IFI AUDIO

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