
* Test * Recensione Octavio Stream G2: lo streamer hi-res che modernizza il tuo impianto (senza svenarti)
Se hai un bell'amplificatore vintage o un impianto hi-fi tradizionale che ti fa godere ogni ascolto, ma ti rode l'anima dover rinunciare a Qobuz, Spotify e compagnia bella, l'Octavio Stream G2 potrebbe essere esattamente quello che stai cercando. E fidati, non è la solita marchetta: questo gioiellino francese ha già vinto un Diapason d'Or, e quando te lo ritrovi tra le mani capisci subito perché.
L’Octavio Stream G2 è uno streamer audio di rete hi-res compatto come un pacchetto di sigarette. Made in France al 100%, questo aggeggio è nato con un obiettivo preciso: far dialogare il tuo ampli che ha visto nascere i CD con il mondo dello streaming in alta risoluzione. E lo fa maledettamente bene.
La seconda generazione (G2, per gli amici) porta con sé un bel po’ di migliorie rispetto al modello originale: architettura interna ottimizzata, finiture più curate, e finalmente un pulsante fisico on/off che non ti fa più bestemmiare quando vuoi spegnere tutto.
Indice dei contenuti
Design: minimalismo francese fatto bene
L’Octavio Stream G2 è la dimostrazione che “less is more” non è solo uno slogan da grafici pubblicitari. Scatolotto bianco e nero in ABS di 11,8 x 6,4 x 2,1 cm, talmente piccolo che sparisce nel mobile hi-fi come un fantasma. Sopra, due comandi touch per play/pausa e cambio traccia. Dietro, l’essenziale: un’uscita mini-jack 3,5mm che fa anche da Mini-Toslink ottica (cosa che proponeva il Mac Mini e che negli ultimi anni i progettisti della Apple hanno deciso di eliminare), e l’alimentazione USB-C.
Zero fronzoli. Solo quello che serve. I francesi questa roba del design funzionale la sanno fare davvero.
Connettività: aperto a tutti gli ecosistemi
Qui l’Octavio Stream G2 fa strike. Compatibilità con:
- Google Cast 2.0 (novità della G2!)
- AirPlay 2 (per gli apple-dipendenti)
- Spotify Connect
- Tidal Connect
- Qobuz Connect
- Roon Ready
- DLNA per la musica locale
- Webradio e podcast
In pratica, qualsiasi servizio di streaming tu stia usando, l’Octavio lo supporta. E non devi usare l’ennesima app più o meno funzionante: casti direttamente da Spotify, Apple Music, YouTube Music, Tidal, Qobuz, Amazon Music, Deezer o quello che ti pare. La nuova app Octavio Virtuose G2 serve solo per la configurazione e la gestione del dispositivo, lasciandoti libero di usare le app native che già conosci.
Cuore tecnico: DAC Burr-Brown e trasmissione Wi-Fi lossless
Dentro questa scatolina pulsa un DAC Burr-Brown PCM5102A che gestisce tranquillamente flussi audio fino a 24 bit/192 kHz. La trasmissione WiFi è senza compressione (altro che Bluetooth, qui si fa sul serio) e garantisce una riproduzione fedele che fa la differenza.
Puoi usarlo in due modalità:
- Uscita analogica: colleghi direttamente al tuo ampli con il cavo mini-jack/RCA e sei già operativo. Il DAC interno fa egregiamente il suo lavoro.
- Uscita digitale ottica: se hai un DAC esterno di categoria superiore, puoi sfruttare l’Octavio come puro transport digitale. E qui la magia si compie davvero, perché la separazione delle funzioni porta precisione e apertura di scena a livelli imbarazzanti per il prezzo.
Performance audio: botta e risposta

Testiamo questo Stream G2 su due configurazioni diverse, e i risultati sono sorprendenti.
Setup entry-level (Rotel A10 + uscita analogica): già così la trasparenza e la dinamica stupiscono. Scena aperta, dettaglio più che onesto, musicalità che non ti aspetti da un oggetto dal prezzo fissato in soli 249 euro. Si sente che dietro c’è studio, non marketing.
Setup high-end (DAC esterno di qualità + uscita ottica): qui l’Octavio Stream G2 si trasforma. Confrontato direttamente con un lettore CD sullo stesso DAC, lo streaming risulta addirittura più arioso, più preciso e una scena sonora più aperta, dettagli (che dettagli non sono) percepibili facilmente e non con le mani sulle tempie cercando di sforzarsi di udire l’inudibile.
App e usabilità: finalmente semplice
La nuova Octavio Virtuose G2 (disponibile per iOS, Android, Mac e PC) è un vero pannello di controllo: configurazione iniziale, aggiornamenti firmware, impostazioni avanzate. Ma la vera figata è che non devi usarla per ascoltare musica.
Vuoi Spotify? Apri Spotify e casti.
Vuoi Qobuz? Apri Qobuz e casti.
Hai file FLAC sul NAS? Nessun problema, l’app li legge.
Setup velocissimo: collega, accendi, scarica l’app, configura il Wi-Fi. In cinque minuti sei operativo. E il dispositivo parla pure in italiano durante la configurazione (dettaglio carino).
Made in France: non solo marketing
Quando dicono Made in France, qui lo intendono sul serio. Dalla concezione alla produzione, tutto avviene in territorio francese. Significa assistenza coordinata, aggiornamenti pensati sul lungo termine, e la sensazione di non buttare i soldi in una scatola cinese qualsiasi che tra sei mesi non si aggiorna più.
C’è anche un programma di trade-in: se hai già un Octavio Stream prima generazione, ti danno 50€ di sconto sul G2. Scelta rispettosa verso chi ha già creduto nel brand.
Tutto bene? Ecco cosa non m’è piaciuto
In mezzo a tutti questi pro c’è anche qualche contro. Anzi, uno solo. Il ricevitore WiFi incorporato è decisamente migliorabile. Se per lo stream di file a risoluzioni superiori a 24/96 il cavo di rete è sempre consigliato, qui si rende necessario se si intende posizione lo streamer non perfettamente a tiro del modem/router. In fase di acquisto vi verrà chiesto se nella scatola verrà inserito il cavo RCA o il cavo ottico (quello che non sceglierete potrete sempre compralo a parte), mentre il cavo Ethernet è previsto solo come optional.
Mentre con la connessione cablata lo streamer si comporta egregiamente anche col protocollo DLNA (andando quindi a pescare i file dal vostro NAS o dal vostro computer con music server installato), se la connessione WiFi non è proprio al top questo tipo di esperienza potrebbe risultare frustrante.
Nel mio caso, volendo a tutti i costi usare il WiFi, ho risolto spostando il mio repeater e quindi facendo arrivare il segnale WiFi a pieno regime all’Octavio Stream G2.
Verdetto: il miglior rapporto qualità/prezzo per lo streaming audiophile
L’Octavio Stream G2 a 249€ è semplicemente la migliore porta d’ingresso al mondo dello streaming hi-res. Punto.
Pro:
- Prezzo imbattibile per quello che offre
- Qualità audio che supera la categoria
- Compatibilità universale (Google Cast, AirPlay 2, Spotify Connect, etc.)
- Design compatto e discreto
- Made in France con tutto quello che ne consegue
- Doppia uscita analogica/digitale
- Facilità d’uso disarmante
Contro:
- Solo un cavo audio incluso (devi scegliere tra RCA o ottico all’acquisto)
- Niente Bluetooth (ma chi se ne frega, col WiFi lossless)
- Manca un display (ma davvero ti serve?)
- Ricevitore WiFi integrato migliorabile
Per chi è pensato?
Se hai un impianto hi-fi tradizionale e vuoi accedere allo streaming senza compromessi sonori e senza spendere un rene, questo è il tuo streamer. Se vuoi modernizzare quella vecchia radio vintage o quell’ampli anni ’70 che ancora spacca, questo è il tuo streamer. Se cerchi semplicità d’uso senza rinunciare alla qualità, questo è il tuo streamer.
L’Octavio Stream G2 non rivoluziona nulla, ma fa esattamente quello che promette con una competenza rara. E in un mercato pieno di promesse non mantenute, questa è già una rivoluzione.




