
eSseCi Design Relaxa 850 contro quell’insostenibile pesantezza delle vibrazioni
Silvano Cremonesi: l’uomo, ovvero l’ingegnere che ha pensato di sconfiggere la gravità! L'eSseCi Design Relaxa 850 è un accessorio che si propone di togliere il “peso”, apparentemente insostenibile, dalle nostre preziose elettroniche.
eSseCi Design è una realtà italiana con sede a Trento specializzata in soluzioni di disaccoppiamento e controllo delle vibrazioni per l’alta fedeltà. È nota soprattutto per la serie Relaxa, piattaforme a levitazione magnetica sviluppate a partire dalla fine degli anni ’90: il progetto nasce da Silvano Cremonesi, che fonda l’azienda e ne brevetta il principio di funzionamento.
Nel tempo il catalogo si è ampliato con nuove versioni e con prodotti affini (fra cui la recente Æquilibrium, presentata a Monaco 2024). Per l’attuale generazione di piattaforme (serie “8”) il disegno è stato sviluppato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona, con attenzione sia agli aspetti meccanici sia a quelli formali.
Indice dei contenuti
Il CEO di eSseCi Design: Silvano Cremonesi
Silvano Cremonesi è il fondatore e responsabile tecnico di eSseCi Design. A fine anni ’90 sviluppa i primi prototipi di piattaforma a levitazione magnetica che daranno origine alla serie Relaxa, occupandosi sia della parte progettuale sia degli aspetti brevettuali. Da allora segue direttamente l’evoluzione del prodotto, curando materiali, soluzioni meccaniche e aggiornamenti di gamma con il duplice ruolo di progettista e responsabile della produzione.
Oggetti di questo tipo hanno un vantaggio evidente: essendo dispositivi passivi di isolamento meccanico, non richiedono rodaggio o periodi di assestamento particolari. Una volta posizionati sotto un’elettronica e regolati, lavorano subito nelle condizioni previste dal progetto. Basta riprodurre un brano già conosciuto prima e dopo l’inserimento per percepire se e come il comportamento dell’impianto viene modificato, in meglio o in peggio a seconda del contesto e delle sinergie con il sistema ospite.
Relaxa 850
Relaxa 850 è la piattaforma a levitazione magnetica di formato maggiore dell’attuale gamma eSseCi Design.
È concepita per componenti “full size” fino a 50 kg e impiega un piano in vetro temperato sospeso su gruppi magnetici regolabili per la messa in bolla.
Sul nostro esemplare lo spessore del vetro è stato rilevato a ~6 mm (misura al calibro).
Architettura e principio di funzionamento

La base lavora come isolatore a sospensione magnetica: il piano superiore “galleggia” su magneti altamente schermati alloggiati in sedi lavorate, con guide che mantengono il parallelismo e consentono la taratura fine dell’assetto ruotando i moduli magnetici inferiori. La schermatura ha un duplice scopo: primo contenere il campo disperso, così che al di sopra del piano l’attrazione residua sia molto ridotta rispetto a un magnete “nudo”; secondo stabilizzare la corsa della sospensione, rendendo prevedibile la risposta anche con carichi asimmetrici.
Il sistema massa–molla magnetica è progettato con banda passante nell’intorno dei 4 Hz. In pratica la piattaforma si comporta da filtro meccanico passa-basso: le sollecitazioni irregolari (“disarmoniche”) che arrivano dal mobile vengono riorganizzate in un’oscillazione armonica controllata della massa sospesa e quindi smorzate lungo la guida. Il risultato atteso, in termini puramente meccanici, è la riduzione della trasmissione di vibrazioni verso l’apparecchio sopra i pochi hertz.
Note di costruzione e precauzioni

La Relaxa 850 è composta da tre elementi: la base, un telaio superiore che integra i gruppi magnetici e il piano in vetro. Il centraggio del vetro avviene tramite due perni laterali: il pannello va calato simultaneamente su entrambi (mai uno alla volta), utilizzando in fase di montaggio un distanziale in polistirene di circa 15 mm che, una volta completato l’allineamento, viene rimosso.
La messa in bolla si esegue ruotando i moduli magnetici inferiori, con micro-regolazioni che compensano eventuali asimmetrie del carico.
Per ragioni di sicurezza è consigliabile mantenere una distanza di rispetto da oggetti sensibili ai campi magnetici come carte e chiavi a banda magnetica, orologi meccanici, nastri e hard disk tradizionali e non trasportare la piattaforma quando è assemblata o con un apparecchio posato sopra.
Gli ascolti
Finalmente sul campo di gara con un paio di album scelti apposta per mettere seriamente in difficoltà il sistema di contenimento e trasformazione delle vibrazioni adottato da eSseCi Design. Semi-spoiler, hanno fallito un po’ tutti qui, almeno fino ad ora. Nel dettaglio la prova consisterà nel sottoporre il preamplificatore Atelier du Triode, disaccoppiandolo dal rack porta elettroniche, alle cure della base Relaxa 850; fin qui sembra una operazione facile, sfortunatamente tutti i sistemi provati precedentemente non sono stati all’altezza. Vorrei rimanere decisamente senza aspettative, ma non posso negare come le prove effettuate con sistemi simili non abbiamo portato a grandi risultati. Per completezza sono state fatte prove anche sugli altri pezzi del sistema audio.
Il primo album è un classico top mondiale di rara bellezza, parliamo di Tracy Chapman (1988). Nella versione streaming Qobuz ci regala un semplice, ma di altissima tecnica realizzativa, red-book orfano di qualsiasi rimasterizzazione in Hi-Res e per fortuna è così compiuto.
Registrazione e mix in digitale ai Powertrax Studios di Hollywood, con Kevin W. Smith in regia e David Kershenbaum alla produzione; mastering eseguito presso Masterdisk at New York. L’impronta è quella tipica del PCM di fine anni ’80 con transienti definiti, rumore di fondo contenuto, voce ripresa molto a ridosso del microfono e riverberi brevi usati con attenzione e scrupolo più per rifinitura piuttosto che per definire una tridimensionalità spinta in profondità, meglio così: ne giova la naturalezza e l’immediatezza della presentazione.
Elektra, a fine anni ’80, privilegiava progetti d’autore curati e ancora considerati di nicchia, proprio dentro questo equilibrio nasce il progetto Tracy Chapman con scelte senza troppe pretese ma con dinamica estesa, una messa a fuoco vicina alla tradizione cantautorale e fortunatamente lontana dalle produzioni iper-trattate che poi sfoceranno nella vera corsa al loudness con limiter aggressivi dei futuri anni ’90.
Partiamo dalla traccia 1: “Talkin’ ’bout a Revolution (LP Version)” Brano asciutto e frontale: chitarra acustica in apertura, microfonata da vicino, con attacchi netti del plettro e poco ambiente; subito dopo entra la voce, centrata e molto attaccata al microfono, con riverbero breve appena accennato: caratteristica che ritroveremo sull’intero disco.
In studio il brano nasce dalla voce di Tracy che canta e suona la chitarra acustica al centro del palco virtuale, tutto intorno viene poi aggiunta in fasi successive la base ritmica fatta di batteria delicata e molto ritmata e un basso elettrico che danno pulsazione, più qualche tocco di elettrica/Hammond ma di contorno. Concentriamoci sulla sezione ritmica: i colpi di cassa, rullante e percussioni sono un ottimo indicatore di come il componente disaccoppiante gestisca le micro-vibrazioni che arrivano al mobile e direttamente al prezioso e delicato dispositivo a tubi di preamplificazione. Rimaniamo incuriositi, c’è un livello di riproduzione differente da prima, non si asciuga nulla come per le precedenti operazioni di fine tuning ora siamo su un viro leggero di tonalità che porta un suono più articolato e affiorano dettagli sottilissimi che prima erano su un livello più dimesso e difficilmente identificabile. Questo è un buon indicatore, la base non asciuga, non svilisce il suono anzi al contrario lo tratta con garbo cercando di mantenerne l’anima intatta. Non un cambiamento epocale, voglio essere più minuzioso: stiamo parlando di piccole sfumature che a mio avviso valgono molto, soprattutto perché, nelle stesse condizioni, altri sistemi di trattamento non avevano fatto un gran bella figura! Passiamo al successivo, ovvero Fast Car (LP Version). La spina dorsale del pezzo è sempre Tracy: voce e chitarra acustica che fa il famoso riff iniziale e continua come chitarra ritmica lungo tutto il pezzo, su questa versione in streaming (Qobuz, 4:56), la batteria entra in modo completo appena dopo il secondo minuto, con cassa e piatti che trasformano il pezzo in un vero brano rock full dinamico ed esuberante quanto basta. Qui sentiamo maggiormente gli effetti aggiuntivi della base Realxa 850: riesce a separare con maggiore facilità le rinnovate vibrazioni di batteria mantenendone inalterati i livelli, gli attacchi sono più leggibili, le code non invadono il medio, le micro informazioni sono intatte e coese con il resto, tutto è separato e più naturale.
Viene automatico sperimentare una grande quantità di album solo per sentire come possa virare l’equilibrio tonale dei vari brani e come i bassi vengano disegnati, impreziositi e nobilitati. Tra i tanti ascoltati scelgo un pezzo particolare al quale sono legato ovvero Winter Song (Icemusic) streaming Qobuz (FLAC 44.1 khz – 16bit). In “A Glimpse of Light” la prima vera scossa arriva intorno al diciottesimo secondo: un colpo di percussione che non ricorda tanto una nota suonata ma piuttosto una massa d’aria che ti arriva addosso. Alla luce di come lavora Isungset, è attribuibile ad uno dei suoi tamburi di ghiaccio di grosse dimensioni oppure un grosso blocco di ghiaccio percosso a distanza ravvicinata dai microfoni. Sono suoni differenti, di difficile collocazione mentale, se mai volessimo attribuirli a qualche strumento classico. In un ambiente chiuso di ghiaccio, grotta o igloo che sia, questo tipo di colpo genera una quantità di energia in basso enorme: il contenuto di frequenza si spinge molto in giù, ma quello che l’orecchio percepisce prima di tutto è la pressione, il “gonfiarsi” della stanza, più che l’intonazione precisa. Per noi questo è sufficiente, questo è il terreno ideale dove confrontare le prestazioni della base: la Relaxa 850 definisce un livello di vibrazioni che prima non era possibile vedere, un livello fatto di piccoli dettagli di contorno che ci donano un quadro più chiaro del luogo della ripresa del suono. Questo è più di quanto mi aspettassi, c’è qualcosa di aggiunto, non c’è magrezza o sconforto, al contrario più pienezza e informazioni che permettono una comprensione del tutto, in modo naturale ed immediato.
Conclusioni
La Relaxa 850 è un pezzo di meccanica che rimette in ordine quello che c’è già, favorendo quel quid che prima non era del tutto pienamente dato.
Allestita correttamente, la 850 fa soprattutto ordine. La prima cosa che notiamo è il rumore di fondo percepito che scende: non è un effetto “spettacolare”, ma una pulizia che rende più leggibili i piani sonori a basso livello. Le code degli strumenti restano in chiaro un filo più a lungo, senza velature che possono insistere sul delicato decrescere del suono fino ai livelli minimi percepibili.
In sostanza facilita la stesura naturale delle code di bassa frequenza che permettono a loro volta il naturale dispiegamento di tutto lo spettro sonoro. Quello che si nota, soprattutto quando il programma musicale si apre diventando più complesso, che tutto questo eccesso di armonici abbiano il tempo e lo spazio per esistere e non confondersi gli uni su gli altri.
Con lettori CD e giradischi il beneficio è più evidente. Le voci si collocano con maggiore precisione al centro, la focalizzazione resta stabile anche quando il programma si fa affollato e gli attacchi, in particolare di pianoforte e percussioni, risultano più netti. Non si ha l’impressione di una brillantezza artificiosa: la gamma alta appare semplicemente più pulita, perché meno influenzata dalle piccole modulazioni introdotte dalle vibrazioni del mobile e del dispositivo stesso.
In pratica la piattaforma sembra lavorare sulla “geometria” del suono più che sulla sua materia, tocca poco il tono ma lo sfiora delicatamente: pulisce un po’ il fondo, separa meglio i piani quando sale l’energia, toglie quella leggera sensazione di vibrazione diffusa che, a confronto diretto (togli e metti), c’è e non dovrebbe esserci. Il basso non diventa più forte, ma più chiaro da seguire; la scena mantiene posizione e proporzioni anche nei passaggi più pieni. L’utilizzo di questa struttura in sospensione magnetica apporta quel tipo di miglioramento che tutti noi auspichiamo ma che difficilmente riusciamo ad ottenere quando si parla di sistemi di gestione delle vibrazioni. Possiamo definirlo come un ulteriore step in avanti, quella spinta verso una vetta che sembra più raggiungibile grazie ad una coesione emotiva fatta di vibrazioni più addomesticate, più incanalate e molto meno confuse.
Caratteristiche tecniche
- Lavoro: Disaccoppiamento
- Materiali: SPCC/VETRO TEMPRATO / ALLUMINIO / NEODIMIO
- Dimensioni: 55/46/8 base appoggio, 60/46/8 ingombro totale
- Ideale per: Elettroniche Valvolari / Giradischi / CD / DAC ed elettroniche in genere a stato solido
- Peso supportato: 50kg / 100lb
- Benefit Velocità / Maggior Dinamica / riduzione – annullamento feedback/ allargamento e profondità scena / pulizia del nero infrastrutturale
- Note Commerciali: la distribuzione in Italia avviene direttamente dalla fabbrica.
Costruttore: eSseCi Design
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