
Lenco: Storia, Modelli e Segreti dei Giradischi Svizzeri a Puleggia — Guida Completa al Vintage Audiofilo
Guida completa ai giradischi Lenco vintage: storia del marchio svizzero, confronto tra L70, L75, L77, L78, L85 e modelli rari. Tecnologia idler drive, PRaT e il mondo del modding audiofilo.
La storia di Lenco è una delle più affascinanti nel panorama dell’alta fedeltà europea. Nata nella Svizzera del dopoguerra grazie all’intuizione di Fritz e Marie Laeng, l’azienda costruì la propria fama su una filosofia semplice ma rigorosa: meccanica sovradimensionata, precisione quasi orologiaia e una qualità costruttiva destinata a durare nel tempo.
Negli anni Sessanta e Settanta i giradischi Lenco diventarono oggetti di culto tra appassionati e professionisti. Il merito fu soprattutto del celebre sistema a puleggia (idler drive), capace di offrire una coppia motrice elevatissima, una partenza immediata e quella particolare sensazione di “spinta” sonora che ancora oggi gli audiofili descrivono come unica.
Dopo la crisi degli anni Ottanta e il progressivo dominio dei marchi giapponesi, Lenco cambiò proprietà e strategia commerciale. Oggi il marchio produce giradischi consumer con USB e Bluetooth, ma il mito dei modelli svizzeri originali resta intatto. Anzi: negli ultimi anni il mercato vintage ha riscoperto questi apparecchi, trasformandoli in vere icone del DIY audiofilo.
Indice dei contenuti
Il Segreto del “Suono Lenco”
A differenza dei giradischi a cinghia, i Lenco storici utilizzano una ruota di gomma che trasmette il moto direttamente dal motore al piatto. Questo sistema garantisce:
- Coppia elevatissima
- Avvio praticamente istantaneo
- Stabilità di rotazione notevole
- Grande dinamica sui bassi
Il celebre perno conico del motore permette inoltre una regolazione continua della velocità, caratteristica amatissima dai collezionisti di dischi a 78 giri.
Molti appassionati considerano i Lenco gli unici giradischi vintage europei capaci di competere davvero con i Garrard 301/401 e i Thorens TD124 sul piano della “fisicità” sonora.
Lenco L70 (1958–1967) — Il Patriarca della Dinastia
Il L70 è il primo grande classico della casa svizzera. Esteticamente spartano ma costruito come un carro armato, è oggi uno dei modelli più desiderati dai collezionisti.
In alcuni mercati specifici è stato rimarchiato e venduto: ad esempio negli Stati Uniti come Bogen B62 e nel Regno Unito come Goldring.
Il suo braccio massiccio in bachelite e metallo, unito al piatto pesante da oltre 3 kg, crea un suono energico e molto “materico”. È il classico giradischi che privilegia impatto e presenza rispetto alla raffinatezza estrema. Molti appassionati lo definiscono il più “muscolare” della famiglia Lenco.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia (Idler Drive) |
| Motore | AC a 4 poli |
| Velocità | 16 / 33 / 45 / 78 RPM |
| Piatto | 3,4 kg in lega |
| Braccio | Integrato ad alta massa |
Il Parere degli Audiofili
Gli appassionati adorano il suo carattere vintage e la capacità di pilotare perfettamente testine storiche come la Denon DL-103. Il limite principale è il braccio originale, poco versatile con testine moderne.
Il modello L70 è considerato uno dei migliori giradischi vintage per la riproduzione dei 78 giri grazie alla regolazione continua della velocità. Molti collezionisti di jazz e musica classica d’epoca lo usano ancora oggi.
Lenco L75 (1967–1985) — Il Modello che Ha Creato il Mito
Se esiste un Lenco simbolo, è senza dubbio l’L75. È il modello più venduto e più modificato della storia del marchio.
Il suo piatto da circa 4 kg garantisce un effetto volano impressionante. La meccanica è così robusta che ancora oggi molti esemplari funzionano perfettamente dopo oltre cinquant’anni.
Negli anni Settanta, la produzione venne affiancata o parzialmente spostata nello stabilimento italiano di Osimo (AN), mantenendo le specifiche tecniche di base dell’originale svizzero.
Il famoso braccio dritto con V-blocks in gomma è al tempo stesso il suo fascino e il suo punto debole: semplice, efficace, ma bisognoso di manutenzione.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Motore | 4 poli a induzione |
| Velocità | 16 / 33 / 45 / 78 RPM |
| Piatto | 4 kg |
| Wow & Flutter | 0,06% |
| Rumble | –60 dB |
Il Parere degli Audiofili
L’L75 è considerato il “paradiso del modder”. Molti utenti sostituiscono il plinto originale con basi massicce in betulla o ardesia e installano bracci Rega, Jelco o Linn.
Secondo numerosi possessori, una volta restaurato correttamente può competere con giradischi moderni da migliaia di euro. L’L75 viene spesso definito “una Formula 1 nascosta dentro un’auto familiare”.
Molti DJ italiani negli anni Settanta preferivano l’L75 ai Thorens grazie alla rapidità di avvio del piatto.
Lenco L78 (1973–1977) — L’L75 con il Comfort dell’Auto-Stop
L’L78 rappresenta l’evoluzione più raffinata della serie heavy platter. Mantiene la stessa meccanica dell’L75 ma aggiunge il sistema automatico di arresto a fine disco. Per l’uso quotidiano è probabilmente il più pratico della famiglia.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Motore | 4 poli |
| Velocità | 16–78 RPM regolabili |
| Piatto | 4 kg |
| Funzioni | Auto-stop |
Il Parere degli Audiofili
Gli utenti apprezzano la combinazione tra praticità e sonorità idler drive. Tuttavia il meccanismo auto-stop richiede una regolazione accurata.
Molti possessori ritengono che l’L78 abbia un suono leggermente più raffinato dell’L75 grazie al diverso sistema di sospensione del telaio.
Alcuni dischi con solchi finali molto stretti possono attivare prematuramente l’auto-stop: un comportamento noto anche in alcuni modelli Lenco più recenti. Diversi restauratori riescono però a mantenere perfettamente funzionante il meccanismo automatico anche dopo l’installazione di bracci high-end in fibra di carbonio.
Lenco L77 (1965–1970) — Il Santo Graal dei Collezionisti
Il rarissimo L77 è considerato il vertice assoluto della produzione Lenco degli anni Sessanta. La vera differenza rispetto agli altri modelli è il braccio professionale P77, estremamente sofisticato per l’epoca.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Piatto | 3,7 kg |
| Braccio | P77 professionale |
| Wow & Flutter | < 0,06% |
Il Parere degli Audiofili
Chi possiede un L77 raramente lo vende. Il braccio P77 viene spesso paragonato agli SME inglesi dell’epoca.
Molti audiofili sostengono che sia il Lenco più equilibrato mai prodotto: mantiene la dinamica tipica della puleggia ma con una precisione di lettura superiore. Il solo braccio P77 sul mercato dell’usato può valere quasi quanto un intero giradischi L75 restaurato.
Lenco B52 (1963–1974) — L’Entry-Level che Suona da Vero Lenco
Il B52 nasce per il mercato economico ma conserva il DNA meccanico della casa svizzera. Il piatto leggero lo rende meno raffinato rispetto ai modelli heavy platter, ma il carattere sonoro resta vivace e coinvolgente.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Motore | 4 poli AC |
| Piatto | 1,4 kg |
| Velocità | Variabile continua |
| Wow & Flutter | < 0,12% |
Il Parere degli Audiofili
Molti appassionati lo considerano il miglior ingresso nel mondo Lenco vintage. Con un nuovo plinto pesante il miglioramento è enorme. Alcuni felici possessori sostengono che un B52 ben restaurato possa surclassare moderni giradischi entry-level da oltre 500 euro.
Lenco B55 (1969–1979) — Il Fratello Economico dell’L75
Il B55 riprende gran parte della filosofia costruttiva dell’L75 ma con componentistica più semplice. Nonostante il piatto leggero, mantiene quella musicalità ritmica tipica della trazione a puleggia.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Motore | Sincrono a 4 poli |
| Piatto | 1,4 kg |
| Velocità | 16–78 RPM |
| Rumble | –60 dB |
Il Parere degli Audiofili
Molti possessori lo usano come base per progetti DIY economici ed è molto apprezzato per il rapporto qualità/prezzo nel mercato vintage. Diversi appassionati sostituiscono il plinto originale con strutture in ardesia o betulla multistrato, ottenendo un salto qualitativo sorprendente.
L75/S e L78/S — Le Versioni con Braccio a “S” Jelco
Per contrastare la concorrenza giapponese, Lenco introdusse versioni dotate di bracci a “S” prodotti da Jelco. Questi modelli sono oggi molto ricercati.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Braccio | Jelco a “S” |
| Attacco testina | Standard SME/EIA |
| Cuscinetti | A sfera |
| Compatibilità | Molto elevata |
Il Parere degli Audiofili
La maggior parte degli utenti considera il braccio a “S” nettamente superiore al classico braccio dritto Lenco: più preciso, più affidabile e molto più versatile con le testine moderne. I modelli “S” sono sempre più difficili da trovare completi e originali; molti collezionisti li cercano esclusivamente per il braccio Jelco.
Lenco L88 (1962–1965) — Il Minimalismo Svizzero che Conquistò gli Audiofili DIY
L’L88 rappresenta uno dei modelli più particolari della produzione Lenco. Nato come versione “essenziale” dell’L75, veniva spesso venduto senza base e senza coperchio, lasciando agli utenti la libertà di costruire un plinto personalizzato. Una scelta che all’epoca sembrava insolita ma che oggi lo rende amatissimo dagli appassionati del restauro audiofilo.
Dal punto di vista meccanico conserva gran parte della celebre piattaforma heavy platter Lenco: motore poderoso, trazione a puleggia e piatto pesante. L’estetica è più sobria e quasi “professionale”, con il telaio superiore spesso montato direttamente in mobili hi-fi artigianali.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia (Idler Drive) |
| Motore | 4 poli a induzione |
| Piatto | Circa 4 kg |
| Velocità | 16 / 33 / 45 / 78 RPM |
| Configurazione | Telaio senza plinto |
Il Parere degli Audiofili
Molti possessori considerano l’L88 il “Lenco puro”: tutta la sostanza meccanica dell’L75 ma senza compromessi estetici o commerciali. È uno dei modelli preferiti da chi ama costruire basi multistrato in betulla, ardesia o massello pesante.
Secondo diversi restauratori europei, l’L88 offre risultati sonori persino superiori all’L75 proprio grazie all’assenza del mobile originale, spesso ritenuto il punto debole dei Lenco classici. Alcuni appassionati inglesi lo soprannominano “Poor Man’s Garrard 301”, perché con modifiche relativamente economiche riesce ad avvicinarsi alla musicalità dei più celebri Garrard professionali. Molti esemplari sono stati trasformati in veri “super Lenco” con bracci SME, Ortofon o Jelco di fascia alta.
Lenco L99 (1965–1970) — Il Gigante Nascosto della Serie Professionale
L’L99 è uno dei modelli più rari e affascinanti mai costruiti da Lenco. Derivato direttamente dalla piattaforma dell’L75, nacque con un’impostazione più professionale e una struttura ancora più robusta, pensata per installazioni di alto livello.
A differenza dei modelli domestici tradizionali, l’L99 veniva spesso fornito come sola meccanica da integrare in console hi-fi o mobili su misura. Per questo motivo oggi è molto difficile trovarne uno completamente originale. Il telaio più grande e il layout razionale lo rendono particolarmente apprezzato dai moderni appassionati di elaborazioni “heavy mass”.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Puleggia |
| Motore | 4 poli AC |
| Piatto | Heavy platter da circa 4 kg |
| Velocità | Variabile continua 16–78 RPM |
| Struttura | Chassis professionale |
Il Parere degli Audiofili
Chi possiede un L99 lo descrive spesso come uno dei Lenco più “autoritat” e silenziosi mai prodotti. La combinazione tra telaio rigido e piatto pesante offre una resa sonora estremamente stabile, con bassi profondi e una dinamica impressionante.
Molti collezionisti ritengono che il vero valore dell’L99 emerga dopo un restauro completo: nuova puleggia, revisione del motore e plinto ad alta massa possono trasformarlo in un giradischi di livello assolutamente high-end. Diversi tecnici audio sostengono che l’L99 fosse uno dei modelli preferiti nelle piccole radio locali europee grazie all’avvio rapidissimo e alla notevole affidabilità meccanica.
Nel mercato vintage attuale è molto ricercato soprattutto in Germania e nel Regno Unito, dove gli appassionati del “Lenco Heaven” lo considerano una delle migliori basi per progetti definitivi.
Lenco L85 (1972–1977) — La Svolta verso la Trazione a Cinghia
Con l’L85 Lenco abbandonò la puleggia per inseguire il mercato moderno degli anni Settanta. Il risultato fu un giradischi elegante, sofisticato e molto diverso dal carattere “industriale” dei predecessori.
Scheda Tecnica
| Caratteristica | Specifiche |
| Trazione | Cinghia |
| Motore | Sincrono 16 poli |
| Velocità | 33 / 45 RPM |
| Braccio | A “S” |
| Funzioni | Pitch elettronico |
Il Parere degli Audiofili
Il giudizio è molto diviso. Alcuni ne amano il suono caldo e raffinato, altri ritengono che abbia perso completamente il carattere “viscerale” dei Lenco a puleggia. Diversi appassionati sostengono che il motore dell’L85 vintage sia molto più delicato rispetto ai leggendari motori dei modelli idler drive.
Varianti e Rebrand (Goldring Lenco)
È importante ricordare che molti di questi modelli venivano esportati e venduti sotto altri marchi, pur mantenendo la meccanica originale svizzera:
- Goldring Lenco (UK): i famosi GL75, GL78, GL70.
- Bogen (USA): spesso marchiati come B52 o L70 per il mercato americano.
- Leak: alcuni giradischi Leak utilizzavano la base meccanica Lenco.
Perché i Lenco Vintage Valgono Ancora Oggi

Il motivo per cui i Lenco a puleggia — soprattutto i modelli a piatto pesante come l’L75 o l’L70 — mantengono una schiera di appassionati così fedele non è semplice nostalgia. C’è una ragione ingegneristica ben precisa, legata a come questo sistema trasferisce l’energia al vinile.
In sintesi, gli audiofili amano i Lenco a puleggia per tre fattori chiave: il PRaT, l’ingegneria del motore e la loro incredibile propensione al restauro e al modding.
1. Il Senso del Ritmo: cos’è il PRaT?
Nel mondo dell’alta fedeltà si usa spesso l’acronimo PRaT (Pace, Rhythm and Timing — Passo, Ritmo e Tempo). I giradischi a puleggia eccellono in questo in un modo che la maggior parte dei giradischi a cinghia non riesce a replicare.
- Nessun effetto “elastico”: La cinghia di gomma, per sua natura, tende ad allungarsi e contrarsi impercettibilmente quando lo stilo incontra i solchi più complessi o dinamici della musica. Questo provoca un micro-slittamento.
- Trasmissione diretta della coppia: Nei Lenco, una puleggia di metallo con un anello di gomma rigida si interpone direttamente tra l’asse del motore e l’interno del pesante piatto. Il trasferimento di energia è immediato, rigido e privo di cedimenti. Il risultato all’ascolto è un suono estremamente dinamico, con bassi granitici, un attacco dei transienti fulmineo e una sensazione di “energia viva” che spinge il ritmo in avanti.
2. Un Motore Sovradimensionato
Il cuore del successo del Lenco è il suo leggendario motore a quattro poli. A differenza dei piccoli motorini a corrente continua usati oggi in molti giradischi moderni, il motore Lenco è un blocco massiccio a corrente alternata, sospeso su molle e incredibilmente potente. Ha una riserva di coppia tale che, una volta avviato il piatto pesante (circa 4 kg), la velocità di rotazione diventa una forza della natura, totalmente immune alle minime variazioni di attrito causate dalla puntina sul solco.
L’Ingegnoso Sistema di Velocità Continua
L’asse del motore non è cilindrico, ma ha una forma conica. Spostando la puleggia lungo il cono tramite il selettore, si cambia il diametro del punto di contatto, variando la velocità del piatto in modo continuo e millimetrico. Questo permette di regolare la velocità non solo sui canonici 33, 45 o 78 giri, ma su qualsiasi valore intermedio tra circa 30 e 86 RPM.
3. Una Tela Bianca per il Modding
Nessuno (o quasi) usa un Lenco d’annata esattamente come è uscito dalla fabbrica negli anni Sessanta o Settanta. La popolarità dei Lenco è esplosa grazie alla community globale del DIY — basti pensare al celebre forum Lenco Heaven — che ha trasformato questi giradischi in macchine da riferimento assoluto.
La meccanica Lenco è praticamente indistruttibile, ma il punto debole originale era il controtelaio in lamiera leggera e il braccio di serie (onesto, ma non allineato alle testine moderne high-end). L’approccio tipico del “Lencofilo” moderno prevede:
- Il Plinth Massiccio: smontare il motore e il perno originale e rimontarli su una base (plinth) pesante artigianale, realizzata in multistrato di betulla, MDF ad alta densità o ardesia. Questo azzera le vibrazioni del potente motore.
- Sostituzione del Braccio: installare bracci moderni o vintage di altissimo livello (da bracci a 9 o 12 pollici fino a sistemi unipivot).
- Upgrade del Perno: sostituire o migliorare le bronzine del perno centrale per rendere la rotazione ancora più fluida e silenziosa.
Un Lenco L75 restaurato e inserito in una base massiccia perde l’unico vero difetto della puleggia — il rumble (il rumore meccanico di fondo) — e si trasforma in un giradischi capace di competere senza timore con macchine moderne da migliaia di euro.
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