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Direct Sound Records: viaggio nel suono puro tra tecnica Blumlein, DSD e crystal vinyl

Cronaca dell'ascolto Direct Sound Records all'Entertainment Machine di Roma: tecnica Blumlein, microfoni a nastro e il confronto tra nastro, crystal vinyl e DSD.

Sabato 13 giugno, presso il negozio Entertainment Machine dell’amico Paolo Cherubini, in via Flaminia n. 283 a Roma, si è tenuto un evento diverso dal solito che ha visto la partecipazione di Mauro Neri, direttore della rivista AudioReview.

Si è trattato di una sorta di viaggio alla riscoperta del percorso sonoro, partendo dalle tecniche di registrazione per arrivare alla riproduzione con supporti analogici o file digitali DSD. Paolo Cherubini, per l’occasione, ha messo in campo una catena di riproduzione di tutto rispetto:

• Registratore a bobine: Studer A810
• Giradischi/Braccio/Testina: SME Model 12 / Braccio SME 309 / Testina Charisma Audio MC1 Alpha
• Streamer/Pre: Esoteric Audio N-05XD
• Amplificazione: Esoteric Audio S-05
• Pre-Phono: Canor PH 2.10
• Diffusori: JBL 4369
• Cavi: Audioquest

Per fare questo “viaggio” sono state utilizzate alcune registrazioni della Direct Sound Records (DSR) una nuova etichetta discografica che si sta imponendo nel panorama londinese, nata dalla visione di Michelangelo Canonico, ingegnere del suono, produttore discografico nonché fondatore della DSR.

Canonico, nella sua introduzione all’ascolto, ha insistito sulla necessità che la tecnica di ripresa sia il più possibile “pura”, orientata a catturare la naturalezza dell’evento musicale in ambienti acusticamente scelti, evitando il più possibile la post-produzione.

La sua filosofia si fonda sulla volontà di “ricreare la presenza” dell’esecuzione. Questo approccio, influenzato dagli studi sulle neuroscienze e sulla psicoacustica, mira a catturare non soltanto il segnale diretto dei musicisti, ma anche quella complessa interazione spaziale con l’ambiente che permette all’ascoltatore di sentirsi all’interno della scena sonora. L’obiettivo è riportare al centro dell’esperienza la fedeltà assoluta e la fisicità del suono, un concetto distante dalla produzione multitraccia spesso confinata in studio, privilegiando l’acustica naturale.

Per tradurre questa filosofia in realtà, la DSR si affida alla tecnica di ripresa “Blumlein” (coincident microphones), brevettata da Alan Dower Blumlein nel 1931 — la prima tecnica di ripresa stereofonica moderna e coerente — supportata dall’utilizzo di microfoni a nastro.

Il parco macchine impiegato dalla DSR è di altissimo livello e sposa la precisione del dominio digitale DSD con il calore e la texture tipici della tradizione analogica. La scelta microfonica vede l’utilizzo di microfoni a nastro AEA (serie R88, R84, N22 e N13), affiancati dalla precisione dei condensatori Schoeps (modelli MK41, MK4, MK2 e MK22). Il set si completa con AKG 414 XLS, Neumann U87 e TLM 103, oltre ai DPA 4099 Core e DPA 4560 Core, questi ultimi fondamentali per le riprese binaurali.

La catena del segnale prosegue attraverso una preamplificazione di alta qualità (Manley Force, AEA TRP3), mentre la conversione e la gestione del segnale sono affidate a dispositivi di riferimento come i Merging HAPI, i Lynx Aurora, l’RME M-1620 Pro e il Tascam DA3000. Non manca il rispetto per la storia, testimoniato dall’utilizzo dei registratori a nastro Studer A810. Il monitoraggio è garantito dai diffusori Harbeth 20.1, dall’interfaccia RME ADI-2 Pro SE e dalle cuffie Audeze LCD-X.

DSRATM01 scaled 1Questa impostazione tecnica trova il suo battesimo nel titolo Atmosfere, interpretato dal Ferraguto-Fortunato Duo (Marco Ferraguto al flauto e Salvatore Fortunato alla chitarra).

Il disco spazia attraverso un repertorio eterogeneo: dalle rielaborazioni del Morricone Medley alla celebre Nightclub 1960 di Astor Piazzolla. L’ascolto restituisce il respiro dello strumento a fiato e il riverbero delle corde della chitarra in modo naturale, riportando l’ascoltatore all’evento originale.

Abbiamo ascoltato alcuni brani di questo lavoro, registrato in DSD e poi riversato su nastro e su crystal vinyl. La mia impressione d’ascolto è stata ottima, sebbene abbia riscontrato una diversità della scena acustica ascoltando lo stesso brano riprodotto dalle varie sorgenti: in particolare, la chitarra di Salvatore Fortunato assumeva “dimensioni” diverse passando dal nastro, al disco e al file DSD. La versione che ho gradito di più è stata quella in formato DSD, che ho trovato dimensionalmente più realistica e bilanciata acusticamente. Sebbene tra i vari ascoltatori ci siano stati pareri discordanti su quale versione fosse la migliore, tutti hanno apprezzato l’elevata qualità sonora e il realismo dei brani.

L’etichetta ha scelto di rendere disponibile il proprio catalogo attraverso NativeDSD, piattaforma che permette agli audiofili di acquistare le tracce in risoluzioni native fino al DSD 128 e oltre, garantendo l’integrità del master. La DSR, tuttavia, non limita il proprio sguardo al digitale: esplora anche il mondo dei supporti fisici di pregio, tra cui spiccano le stampe su crystal vinyl, confermando la volontà di offrire un’esperienza sonora fisica, tattile ed emozionante.

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