
* Test – Recensione Final Touch Audio: Carme Ethernet e Sinope SE USB, il silenzio come materia musicale
Prova di Carme Ethernet e Sinope SE USB di Final Touch Audio: due cavi digitali serbi a confronto con Shunyata Omega e Ansuz D-TC2.

Final Touch Audio è una piccola realtà artigianale serba, costruita intorno a un’idea molto concreta di riproduzione musicale. L’impressione, ascoltando i suoi cavi e osservandone la costruzione, è quella di un marchio che lavora sulla pulizia dell’interfaccia elettrica, sul controllo del rumore, sulla gestione delle vibrazioni e sull’autenticità del messaggio sonoro. Tutto appare orientato a un risultato musicale preciso, più che alla semplice esibizione tecnica dell’oggetto.
Da diversi mesi abbiamo in prova due dei progetti digitali più ambiziosi di Final Touch Audio, ovvero il Carme Ethernet e il Sinope SE USB.
Operano in due punti distinti della catena digitale. Il Carme lavora sulla rete, in un sistema basato su streaming, server musicali e switch dedicati. Il Sinope SE collega invece la sorgente, generalmente un music server, al DAC attraverso l’interfaccia USB, uno snodo sensibile alle relazioni fra dati, alimentazione, masse e rumore ad alta frequenza.
I due cavi svolgono compiti diversi ma lasciano riconoscere una stessa impostazione. Analizziamoli in dettaglio.
Indice dei contenuti
Carme Ethernet
Il Carme si colloca al vertice della produzione Ethernet di Final Touch Audio. Utilizza conduttori in rame long-grain, due differenti materiali dielettrici e una struttura interna dedicata allo smorzamento delle vibrazioni. Le coppie sono fisicamente separate, dispongono di schermature indipendenti e seguono una geometria di torsione speculare in direzioni opposte, sviluppata per migliorare la reiezione delle interferenze in radiofrequenza e contenere il crosstalk.
La schermatura adotta una terminazione single-ended drain. Le schermature sono collegate solo dal lato sorgente, con l’obiettivo di indirizzare il rumore verso il sending end e limitare il trasferimento dei disturbi verso lo streamer o l’apparecchio ricevente.
Sono soluzioni che trattano il cavo Ethernet come un elemento elettrico e meccanico insieme. A livello informatico, protocolli, buffer e controlli di trasmissione garantiscono l’integrità dei dati. Sul piano fisico rimangono segnali ad alta frequenza, rumore di modo comune, RFI, accoppiamenti con masse, chassis e alimentazioni. È questo l’ambiente operativo nel quale il Carme esercita la propria funzione.
Nel mio impianto il collegamento finale verso il server musicale LDMS utilizza uno switch Telegärtner M12 Premium con connessioni a vite M12. Il Carme è stato quindi inserito nel tratto immediatamente precedente allo switch finale. Il suo contributo è rimasto chiaramente percepibile e ha confermato una convinzione maturata nel tempo, cioè che l’intera infrastruttura di rete partecipa al risultato, compresi i collegamenti collocati a monte del tratto conclusivo.
Prima degli ascolti il cavo ha lavorato in continuo su una rete di telecamere sempre attiva. I confronti sono stati ripetuti più volte utilizzando come riferimenti lo Shunyata Research Omega Ethernet e diversi Ansuz, compreso il D-TC2 con la relativa alimentazione esterna.
Il Carme all’ascolto
Il Carme modifica l’equilibrio generale del sistema con grande coerenza. La prima qualità che emerge è una riduzione della tensione percepita. Il fondo diventa più uniforme, la scena mantiene una disposizione stabile e il passaggio da un evento musicale al successivo avviene con maggiore continuità. Anche gli estremi di banda acquistano presenza. Il basso ha peso e articolazione, mentre la gamma alta si sviluppa con più facilità e naturalezza.
Questa sensazione di ordine non rende la riproduzione statica. Al contrario, il flusso musicale appare più libero, perché i piccoli eventi dinamici trovano un fondo più favorevole sul quale manifestarsi. La scena conserva proporzioni credibili, le immagini acquistano stabilità e il fraseggio si segue con minore sforzo.
Nei Piano Quartets Nos. 2 & 3 di Brahms, il Carme rende particolarmente chiaro il dialogo fra pianoforte e archi. Il pianoforte mantiene peso e complessità armonica, mentre violino, viola e violoncello conservano corpo e identità timbrica. La separazione nasce dalla stabilità dei piani e dalla leggibilità delle code, così ogni strumento rimane riconoscibile all’interno di un unico discorso musicale.
Nei passaggi più densi, il Carme aiuta a seguire le linee interne senza frammentare l’insieme. Il fraseggio mantiene tensione espressiva e la scena acquista profondità. È proprio su musica da camera di questa qualità che il cavo mostra la capacità di coniugare ordine e presenza, due caratteristiche che raramente convivono con la stessa naturalezza.
Con A Glimpse of Light, da Winter Songs di Terje Isungset, il sistema viene sottoposto a una prova molto diversa. Gli strumenti di ghiaccio producono transienti rapidi, risonanze lunghe e una notevole energia alle basse frequenze. Il colpo profondo che arriva nelle prime battute deve essere restituito come pressione fisica, mantenendo allo stesso tempo la voce di Lena Nymark, i piccoli eventi cristallini e le informazioni ambientali.
Con il Carme il basso acquista una sfumatura in più, mentre la struttura del brano rimane stabile. La voce conserva posizione e continuità, le code si sviluppano nello spazio e le microinformazioni della parte alta restano leggibili anche durante gli eventi più energici. Il cavo mostra così una qualità importante, la capacità di dare più presenza agli estremi senza indebolire la zona centrale.
In An Evening of New York Songs and Stories, soprattutto in Luka, il centro dell’ascolto diventa la voce di Suzanne Vega. Cerco sempre densità, corpo, comprensibilità e una vicinanza credibile, insieme alla percezione del luogo nel quale la registrazione è avvenuta.
Il Carme stabilizza il centro della scena e rende più naturale il rapporto fra la voce, la chitarra e l’acustica del Café Carlyle. La dizione si segue con facilità, i respiri e le inflessioni acquistano significato e il dettaglio rimane integrato nel racconto. Il locale prende forma attraverso le proporzioni e le code ambientali, mentre la voce mantiene una presenza piena e composta.
Il confronto con Shunyata e Ansuz
Lo Shunyata Research Omega Ethernet conserva la statura di un riferimento assoluto. La sua capacità di abbassare il rumore percepito, organizzare lo spazio e rendere la riproduzione stabile e continua lo colloca fra i cavi Ethernet più completi che abbia ascoltato.
Il Carme riesce però a entrare nello stesso territorio prestazionale in alcuni aspetti decisivi. La vicinanza riguarda la pulizia del fondo, l’ordine della scena, la stabilità delle immagini e la naturalezza del flusso musicale. Nel mio sistema la prestazione complessiva del Final Touch Audio si avvicina in modo sorprendente a quella dell’Omega, pur arrivando al risultato attraverso una costruzione e una filosofia differenti.
Anche nel confronto con l’Ansuz D-TC2 il Carme mostra qualità fuori dal comune. Riesce ad avvicinare alcuni aspetti della sua risoluzione e della sua presenza, mantenendo una propria identità fondata sulla continuità, sull’equilibrio e sulla facilità con cui la musica prende forma.
Considerando il prezzo, il risultato assume un peso quasi incredibile. Il Carme permette di confrontarsi in modo netto con cavi Ethernet dal costo enormemente superiore e offre una prestazione globale che lo colloca fra le proposte più interessanti ascoltate nel mio sistema.
Sinope SE USB
Il Sinope SE USB rappresenta l’evoluzione del precedente Sinope. La documentazione pubblica lo presenta come una versione migliorata del cavo USB di riferimento precedente. L’esemplare provato appartiene quindi all’attuale versione SE, sviluppata come interpretazione più avanzata del progetto originario.
La costruzione segue l’impostazione artigianale del marchio. Final Touch Audio indica conduttori ultrasottili in rame, lucidati e trattati a mano, un conduttore in argento intrecciato con una geometria a elica inversa e cotone utilizzato all’interno della struttura. Le linee dati sono schermate e ricevono una protezione distinta rispetto ai conduttori dedicati a 5 V e massa.
In un collegamento USB, sorgente e DAC stabiliscono una relazione elettrica diretta. Il cavo gestisce il flusso dati e mette in comunicazione masse, alimentazione e riferimenti fisici dei due apparecchi. La qualità della schermatura, la disposizione dei conduttori e la gestione del rumore diventano quindi elementi rilevanti per l’ambiente operativo dell’ingresso digitale e per il lavoro successivo del DAC.
Il Sinope SE all’ascolto
Il Sinope SE è stato inserito inizialmente nel sistema senza un rodaggio specifico. Già nelle prime ore ha mostrato una prestazione pienamente convincente, soprattutto per amalgama, ricchezza armonica e qualità della zona centrale. Con il tempo il suono si è aperto, guadagnando presenza sulle medio-alte e una sensazione più completa di estensione. È cresciuto anche il nero fra gli strumenti, con effetti evidenti sulla microdinamica, sulla precisione degli attacchi e sulla leggibilità dei piccoli scarti dinamici. Il basso è diventato più disteso e meglio raccordato alla gamma media, mentre la timbrica ha conservato la naturalezza e la pienezza emerse fin dai primi ascolti.
Il dettaglio rimane inserito nella struttura armonica. Ogni informazione partecipa alla costruzione del suono e la musica mantiene corpo, continuità e naturalezza. La dinamica si sviluppa in modo convincente, con una gamma bassa dotata di peso ed estensione e una zona centrale capace di mantenere consistenza anche nei passaggi più complessi.
Nei quartetti con pianoforte di Brahms, il Sinope SE valorizza la densità armonica degli strumenti e il rapporto fra le loro diverse tessiture. Il pianoforte acquista una presenza piena, con un buon equilibrio fra componente percussiva, corpo e decadimento. Gli archi mostrano maggiore consistenza nella parte centrale e una stratificazione che rende più evidente il loro dialogo.
Il risultato è una compattezza musicale molto convincente. Le parti mantengono identità, ma il senso dell’insieme prevale sulla semplice esposizione del dettaglio. Il Sinope SE sembra particolarmente capace di ricostruire la relazione armonica fra gli strumenti, ed è proprio questo aspetto a rendere la sua gamma media così interessante.
Con A Glimpse of Light, il Sinope SE mostra peso, estensione e controllo nella parte bassa. I colpi degli strumenti di ghiaccio acquisiscono una fisicità evidente, mentre la zona centrale conserva densità e stabilità. La voce mantiene consistenza durante gli eventi più profondi e i piccoli suoni cristallini continuano a occupare uno spazio preciso.
La gamma bassa appare completa e ben collegata al resto dello spettro. Il senso di pressione convive con la definizione delle code e con una buona lettura dell’ambiente. Anche in questo brano emerge la capacità del Sinope di tenere insieme materia, armoniche e dinamica.
Con Suzanne Vega, la qualità della zona centrale diventa ancora più evidente. La voce ha corpo, tono e una presenza molto naturale. La dizione è chiara, le inflessioni acquistano continuità e la vicinanza della cantante viene restituita attraverso la densità reale della voce e la corretta percezione del locale.
In Luka il Sinope SE riesce a combinare intimità e apertura della scena. Il centro rimane stabile, la voce conserva proporzioni credibili e la chitarra si inserisce nel quadro con una propria consistenza armonica. Il risultato favorisce il racconto e la comprensione emotiva del brano.
Il confronto con il riferimento USB
Il confronto con il mio cavo USB di riferimento, appartenente a una fascia di prezzo nettamente superiore, rende ancora più evidente il valore del Sinope SE. Il Final Touch Audio pareggia diversi parametri e in alcuni aspetti propone una lettura persino più convincente.
La sua superiorità più evidente riguarda l’amalgama, la ricchezza armonica e la stratificazione della zona centrale. Il Sinope SE costruisce un quadro molto coeso, con strumenti e voci legati da una continuità naturale. La timbrica è corretta, il tono è credibile e la riproduzione mantiene una pienezza che impressiona per la sua grande musicalità.
Il riferimento conserva un margine nella presenza delle medio-alte, nella percezione dell’estensione assoluta e in quella piccolissima quantità di nero infrastrumentale che può tradursi in un contrasto microdinamico appena più marcato. Si tratta di differenze sottili, percepite all’interno di una prestazione complessiva già straordinaria.
Resta aperta la valutazione nel tempo, il Sinope SE potrebbe guadagnare ancora qualcosa, lasciandogli modo di esprimersi senza fretta nel mio sistema. Già nelle condizioni attuali, mi sento di collocarlo fra i migliori cavi USB che abbia ascoltato.
Conclusioni
Il Carme Ethernet possiede la statura di un cavo di riferimento. Nel mio sistema ha pareggiato lo Shunyata Research Omega per pulizia del fondo, coerenza della scena e continuità del flusso, arrivando inoltre a confrontarsi con alcuni parametri di risoluzione e presenza dell’Ansuz D-TC2. Considerato il prezzo, è uno dei cavi Ethernet più convincenti che abbia ascoltato.
Il Sinope SE USB è uno dei migliori cavi USB passati nel mio impianto. Rispetto al riferimento lascia un margine in pochissimi aspetti e offre una lettura più appagante nella materia e nella continuità del messaggio musicale. Allo stato attuale, è il migliore per rapporto fra prezzo e prestazioni.
Carme Ethernet e Sinope SE USB intervengono in due punti diversi e complementari della catena digitale. Il Carme opera sulla rete, il Sinope SE sul collegamento diretto con il DAC. In entrambi si riconosce la stessa sensibilità per il tono, l’estensione dinamica e la continuità della musica.
Dietro Final Touch Audio si riconosce la mano di un grande artigiano e una visione precisa del suono, ovvero un discorso più umano, naturale, dinamicamente completo ed estremamente musicale.




