
Yamaha WXA-70A: l’amplificatore di rete compatto che raccoglie l’eredità del WXA-50
Yamaha WXA-70A: amplificatore di rete compatto con DAC ESS SABRE, HDMI eARC, YPAO e Roon Ready. Specifiche ufficiali, potenza reale, prezzo e disponibilità.
Ci sono voluti dieci anni. Nel 2016 Yamaha aveva presentato il WXA-50, un amplificatore di rete compatto pensato per portare la piattaforma MusicCast dentro impianti e diffusori già esistenti: un prodotto piccolo, economico, che aveva trovato molti estimatori tra chi voleva ascoltare musica in rete senza rifare l’impianto da capo. Da allora il mercato dei micro-amplificatori connessi è cambiato radicalmente, popolato da marchi che dieci anni fa non esistevano. Yamaha torna ora sul terreno che aveva contribuito ad aprire con il WXA-70A, annunciato a fine agosto 2026 insieme al fratello senza finale di potenza WXC-70A.
La premessa è la stessa di allora, ma le ambizioni sono diverse, e lo dice il prezzo.
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Cosa c’è dentro
Il cuore digitale è un convertitore ESS SABRE ES9039Q2M, un componente di fascia decisamente superiore rispetto all’ES9006AS del vecchio WXA-50. Attorno al convertitore, Yamaha ha lavorato sull’implementazione più che sulla scheda tecnica: la configurazione proprietaria D.O.P.G. (DAC on Pure Ground) punta a fornire un riferimento di massa il più pulito possibile ai delicati segnali analogici in uscita dal convertitore, mentre le sezioni digitale e analogica sono separate internamente, con attenzione al percorso del segnale nei pressi della circuitazione di alimentazione. È il tipo di intervento che non compare nelle tabelle ma che, nei convertitori integrati, fa spesso la differenza tra un suono nervoso e uno riposante. Lo stadio di potenza è in classe D.
Il telaio è in alluminio, con rinforzi interni e materiali smorzanti, finitura anodizzata, manopola del volume di tipo ricavato dal pieno e morsetti diffusori dorati sul WXA-70A. Sul frontale c’è un display OLED. Nulla di rivoluzionario, ma è la differenza tra un elettrodomestico e un componente hi-fi.
La questione dei watt
Qui serve una precisazione, perché il numero 70 nella sigla lascia intendere che siamo a 70 watt, ma la versione europea ha dati diversi: la scheda tecnica pubblicata da Yamaha per i modelli a 230 volt dichiara 55 W + 55 W su 8 ohm, misurati da 20 Hz a 20 kHz con distorsione armonica totale dello 0,06% e due canali pilotati, e 105 W + 105 W su 4 ohm alle stesse condizioni; il valore di picco dichiarato è di 165 W su 4 ohm a 1 kHz con il 10% di distorsione e un solo canale pilotato.
Non è una contraddizione, è una differenza di condizioni di misura: il dato Yamaha è quello severo, a banda intera e con entrambi i canali in funzione. Per l’ascoltatore la lettura utile è un’altra, e cioè che il raddoppio della potenza passando da 8 a 4 ohm suggerisce un’alimentazione con una certa riserva, e che 55 watt onesti su carichi normali bastano largamente per un diffusore da libreria in una stanza domestica. Su diffusori a bassa sensibilità o da pavimento impegnativi, il discorso cambia.
Connessioni: quello che c’è e quello che manca

Gli ingressi comprendono un analogico RCA, un digitale ottico, una porta HDMI con CEC/eARC/ARC e una USB Type-A per riproduzione e aggiornamenti firmware; in uscita ci sono i morsetti per i diffusori e un’uscita per subwoofer. Sul fronte dell’integrazione impiantistica sono previsti compatibilità Control4, configurazione via browser, ingresso infrarosso e trigger a 12 volt, con un’uscita trigger e un ingresso remoto.
L’HDMI eARC è la novità più significativa rispetto al modello del 2016: consente di collegare il televisore con un solo cavo e di governare accensione e volume dal telecomando della TV. Yamaha ha aggiunto anche un controllo del livello del parlato per migliorare l’intelligibilità dei dialoghi senza alzare il volume generale.
Attenzione però a un punto che alcune testate hanno riportato in modo impreciso: non c’è uno stadio phono integrato. La comunicazione ufficiale parla di ingressi per giradischi e lettore CD, ma si tratta dell’ingresso di linea RCA. Per collegare un giradischi serve un preamplificatore phono esterno. Nella tabella europea non compare neppure un’uscita cuffia, mentre le schede diffuse dai rivenditori indicano anche una presa di rete Ethernet accanto al collegamento senza fili.
Rete, formati e taratura ambientale
I formati supportati sono MP3, WMA, MPEG-4 AAC, WAV, FLAC, ALAC, AIFF e DSD. Lato rete troviamo server domestici, radio via Internet, AirPlay, Spotify Connect, TIDAL Connect, Google Cast, Qobuz Connect e certificazione Roon Ready, con Bluetooth in ricezione limitato ai codec SBC e AAC. Yamaha non ha diffuso le frequenze di campionamento massime supportate, dettaglio che gli appassionati vorranno conoscere prima dell’arrivo sul mercato.
Interessante la presenza del sistema di taratura ambientale YPAO, raro su apparecchi di queste dimensioni. La dotazione comprende equalizzazione parametrica, controllo delle riflessioni (R.S.C.) e YPAO Volume, con microfono di misura in dotazione. Ha senso: gli amplificatori compatti finiscono sempre più spesso in soggiorno anziché in una stanza dedicata all’ascolto, dove le riflessioni precoci fanno danni notevoli all’immagine stereofonica.
Prezzo e disponibilità
L’uscita sul mercato è fissata per novembre, con prezzo indicato in 1.399 euro, con finiture disponibili in nero e argento. Il confronto con il passato è impietoso: i modelli della serie 50 debuttarono a un prezzo di circa la metà. L’inflazione spiega una parte del salto, il resto lo spiegano il convertitore, il telaio e l’HDMI.
Il posizionamento è chiaro e anche rischioso: a questa cifra il WXA-70A non compete più con le soluzioni economiche di rete, ma con amplificatori integrati tradizionali di buona levatura e con proposte concorrenti già affermate in questa nicchia. Yamaha risponde con la carta della coerenza di sistema, MusicCast e integrazione domotica, oltre a una qualità costruttiva che sulla carta appare superiore alla media della categoria. Il verdetto, come sempre, lo daranno l’ascolto e la concorrenza.
Scheda tecnica sintetica — Yamaha WXA-70A
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Tipologia | Amplificatore integrato di rete compatto |
| Stadio finale | Classe D |
| Potenza (modelli 230 V) | 55 W + 55 W (8 Ω, 20 Hz–20 kHz, 0,06% THD, 2 canali) — 105 W + 105 W (4 Ω, stesse condizioni) — 165 W (4 Ω, 1 kHz, 10% THD, 1 canale) |
| Potenza (modelli 220 V) | 60 W + 60 W (6 Ω) — 90 W + 90 W (4 Ω) — 150 W di picco (4 Ω) |
| Convertitore D/A | ESS SABRE ES9039Q2M |
| Circuitazione proprietaria | D.O.P.G. (DAC on Pure Ground) |
| Ingressi | RCA analogico, ottico, HDMI (CEC/eARC/ARC), USB Type-A |
| Uscite | Morsetti diffusori (dorati), uscita subwoofer |
| Controllo | 1 uscita trigger 12 V, 1 ingresso remoto IR, configurazione via browser, compatibilità Control4 |
| Formati file | MP3, WMA, MPEG-4 AAC, WAV, FLAC, ALAC, AIFF, DSD |
| Rete e servizi | AirPlay, Google Cast, Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, Roon Ready, radio Internet, server domestici, MusicCast |
| Bluetooth | Sì (SBC/AAC) |
| Taratura ambientale | YPAO con PEQ, R.S.C. e YPAO Volume (microfono in dotazione) |
| Display | OLED frontale |
| Consumo in attesa | 2,0 W |
| Dimensioni (L×A×P) | 220 × 73 × 267 mm |
| Peso | 2,6 kg |
| Accessori | Telecomando, batterie AAA, cavo di alimentazione (2 m), microfono YPAO (6 m), guida rapida, guida sicurezza |
| Finiture | Nero, argento |
| Prezzo indicativo | 1.399 euro |
| Disponibilità | Da novembre 2026 |
Stadio phono non integrato: per il giradischi è necessario un preamplificatore esterno. Le frequenze di campionamento massime non sono state dichiarate dal costruttore.





