
iFi iDSD GR 2: il Gryphon rinasce con un nuovo convertitore, 1.513 mW e uno schermo a sfioramento
L'iFi iDSD GR 2 porta il convertitore Burr-Brown PCM1795, 1.513 mW e Bluetooth 5.4 lossless. Come suona sulla carta e perché funziona anche in casa.
C’è una regola non scritta nell’audio portatile: quando un apparecchio vende bene, il produttore lo aggiorna con parsimonia. Cambia un condensatore, ritocca la vernice, aggiunge un codec e lo chiama “versione 2”. Con l’iFi iDSD GR 2 è andata diversamente, e vale la pena capire perché.
Presentato da iFi audio all’High End e arrivato sul mercato a giugno 2026, il GR 2 raccoglie l’eredità dell’xDSD Gryphon, uno dei convertitori portatili più venduti del marchio di Southport. Nei negozi europei si trova intorno ai 549 euro, quindi meno di quanto costasse il Gryphon al debutto. Un dettaglio che non è cosmetico, visto quello che c’è dentro.
Indice dei contenuti
Il convertitore: prima volta per il PCM1795
Il cuore del GR 2 è un Burr-Brown PCM1795, chip che iFi non aveva mai usato prima. Gestisce PCM fino a 768 kHz e DSD512, con risoluzione reale a 32 bit, distorsione più bassa e gamma dinamica maggiore rispetto al convertitore della generazione precedente.
Il punto tecnicamente interessante è un altro, ed è il motivo per cui iFi ha scelto proprio questo chip: il PCM1795 lavora in uscita di corrente. In pratica non consegna direttamente una tensione già formata, ma lascia al progettista la libertà di costruirsi da zero lo stadio di conversione corrente-tensione e quello di uscita analogica. È una scelta che costa lavoro e componenti, e che storicamente separa i convertitori “assemblati attorno a un chip” da quelli progettati davvero. iFi ha usato questo margine per mantenere il timbro caldo e poco affilato che è la sua firma da quindici anni.
Amplificazione: 1.513 mW e catena bilanciata dall’inizio alla fine
Sul fronte della potenza il salto è netto. In configurazione bilanciata il GR 2 eroga 6,94 V e 1.513 mW su 32 ohm, con 8,60 V e 119 mW su 600 ohm. In modalità sbilanciata scende a 4,26 V e 567 mW su 32 ohm. Sono numeri che iFi dichiara superiori del 50% a quelli del Gryphon, e che portano l’apparecchio in un territorio dove quasi nessuna cuffia dinamica resta indietro.
La catena analogica è ora bilanciata per intero, dal preamplificatore fino all’uscita cuffia, con operazionali in classe A e senza le commutazioni intermedie che nella versione precedente introducevano distorsione. Il circuito iEMatch, che serve ad abbassare il rumore di fondo quando si usano auricolari molto sensibili, è stato riprogettato con MOSFET a bassa impedenza. Sulla carta: 115 dBA di rapporto segnale/rumore su tutte le uscite, 0,006% di distorsione più rumore su 16 ohm alle uscite cuffia, 0,0005% alle uscite di linea. L’impedenza di uscita resta sotto 0,4 ohm in bilanciato e sotto 0,2 in sbilanciato, valori che tengono a bada l’interazione con auricolari multi-via.
Il controllo passa da uno schermo OLED a colori sensibile al tocco. Non è un vezzo: sul Gryphon molte funzioni erano sepolte in menù raggiungibili con pressioni lunghe e combinazioni da ricordare a memoria.
K2HD, XBass+ e XSpace
Il GR 2 integra la tecnologia K2HD sviluppata da JVCKENWOOD, che reintroduce contenuto armonico perduto nel processo di digitalizzazione. Chi ha una discoteca fatta di CD degli anni Ottanta e Novanta, masterizzati con criteri molto diversi da quelli di oggi, capisce subito dove voglia andare a parare. Per chi preferisce un intervento più leggero c’è la modalità K2, che lavora senza sovracampionamento.
Restano poi i due trattamenti analogici storici di iFi: XBass+, che recupera la parte bassa dello spettro senza intorbidare il medio, e XSpace, pensato per aprire la scena su cuffie che tendono a suonare dentro la testa. Si usano insieme o separatamente, e restano disinseribili. Su questo iFi non ha mai barato.
Collegamenti: qui si gioca la partita

Ingressi digitali: USB-C, S/PDIF su ottico e coassiale, Bluetooth 5.4. Ingressi analogici: 4,4 mm bilanciato e 3,5 mm sbilanciato. Uscite analogiche di linea sugli stessi due formati, più le uscite cuffia da 4,4 mm bilanciato e 3,5 mm S-Balanced.
Il capitolo senza fili merita una riga in più. Il GR 2 accetta aptX Lossless, aptX Adaptive, aptX, LDAC, LHDC/HWA, AAC e SBC. Con aptX Lossless si arriva a 44,1 kHz e 16 bit senza perdita, con LDAC fino a 990 kbit/s. Vale la solita avvertenza: il codec lo decide anche la sorgente, e da iPhone né aptX Lossless né LDAC sono disponibili. Chi viene dal mondo Apple userà l’USB.
C’è infine l’app Nexis, che consente regolazioni fini e aggiornamenti del firmware. Le funzioni Nexis che passano dall’USB sono però riservate ai dispositivi Android.
Perché può avere senso in un impianto domestico
Il GR 2 è venduto come apparecchio da viaggio, ma iFi stessa lo descrive come convertitore, preamplificatore e amplificatore per cuffie. Tradotto: può stare fermo su un mobile e fare da centro di un impianto piccolo.
La novità che lo rende credibile in questo ruolo si chiama alimentazione ibrida. Quando il GR 2 è collegato alla rete, privilegia l’alimentazione esterna; attinge alla batteria solo se serve uno spunto di corrente in più, e torna alla rete appena la richiesta cala. Sembra un dettaglio da ingegneri e invece cambia tutto: significa poterlo lasciare attaccato tutto il giorno senza consumare cicli di carica, che è esattamente il motivo per cui i portatili, usati da fermi, di solito muoiono giovani.
Da lì in poi gli scenari si scrivono da soli. Un ingresso ottico lo collega al televisore e vi trasforma la poltrona in una postazione d’ascolto serale con le cuffie, senza svegliare nessuno. Un ingresso coassiale accoglie un vecchio lettore CD di cui non si vuole buttare la meccanica ma di cui si vuole aggiornare la conversione. Il Bluetooth con LDAC lo rende un ricevitore da salotto di qualità vera, non l’adattatore da dieci euro. E l’uscita di linea, con il volume regolabile, lo mette davanti a un finale o a due diffusori attivi: un impianto completo che occupa quanto un libro tascabile.
Aggiungo un uso che a me interessa parecchio: il secondo impianto in studio o in camera. Un notebook in USB, due diffusori attivi da scrivania, XBass+ inserito per compensare i coni piccoli, e si ottiene qualcosa che quindici anni fa richiedeva tre scatole e un ripiano dedicato.
Quello che non fa, e conviene saperlo prima
Tutte le uscite sono su jack da 4,4 e 3,5 mm. Per arrivare a un amplificatore con ingressi RCA serve un cavo adattatore, che non è incluso: nella confezione ci sono i due cavi USB, una custodia in microfibra e il manuale, mentre la custodia rigida dedicata si paga a parte. Non c’è alcuna funzione di rete: il GR 2 non legge una NAS e non si collega a un servizio di streaming da solo, gli serve sempre una sorgente. E resta un apparecchio a batteria, con una cella da 4.900 mAh dichiarata per circa sette ore di autonomia e tre ore e mezza di ricarica: la modalità ibrida ne allunga molto la vita, ma fra qualche anno quella batteria sarà comunque il componente più anziano della catena.
Sono compromessi, non difetti. Vanno però messi sul piatto prima di immaginarlo come sostituto di un convertitore da tavolo alimentato a rete.
Un giudizio, per ora, sospeso
Dei 268 grammi del GR 2 ci interessa soprattutto una cosa: che iFi abbia rifatto il progetto invece di limarlo. Cambiare famiglia di convertitore, riscrivere lo stadio analogico e passare al bilanciato integrale sono decisioni che si pagano in ore di laboratorio, non in slogan. Se poi tutto questo si senta davvero (e quanto) è materia da ascolto prolungato, con cuffie diverse e materiale noto. Ci torneremo. Intanto, sulla carta e per il prezzo richiesto, è uno degli apparecchi più interessanti della stagione. (Qui l’iFi iDSD GR 2 al miglior prezzo).
Scheda tecnica — iFi iDSD GR 2
| Caratteristica | Dato dichiarato |
|---|---|
| Tipologia | Convertitore, preamplificatore e amplificatore per cuffie portatile |
| Chip di conversione | Burr-Brown PCM1795 (uscita in corrente) |
| Risoluzione massima | PCM 768 kHz; DSD512 |
| Ingressi digitali | USB-C; S/PDIF ottico e coassiale; Bluetooth 5.4 |
| Codec Bluetooth | aptX Lossless, aptX Adaptive, aptX, LDAC, LHDC/HWA, AAC, SBC |
| Ingressi analogici | 4,4 mm bilanciato; 3,5 mm sbilanciato |
| Uscite analogiche di linea | 4,4 mm bilanciato; 3,5 mm sbilanciato |
| Uscite cuffia | 4,4 mm bilanciato; 3,5 mm S-Balanced |
| Potenza di uscita (bilanciata) | 6,94 V / 1.513 mW su 32 Ω; 8,60 V / 119 mW su 600 Ω |
| Potenza di uscita (S-Balanced) | 4,26 V / 567 mW su 32 Ω; 4,27 V / 30 mW su 600 Ω |
| Impedenza di uscita | ≤0,4 Ω (bil.) e ≤0,2 Ω (S-Bal.); ≤4,5 Ω e ≤4,4 Ω con iEMatch |
| Rapporto S/R e gamma dinamica | 115 dBA su tutte le uscite |
| Distorsione + rumore | 0,006% su 16 Ω (uscite cuffia); 0,0005% a 0 dBFS (uscite di linea) |
| Elaborazioni | K2HD e K2 (JVCKENWOOD); XBass+; XSpace |
| Interfaccia | Schermo OLED a colori con controllo capacitivo; app iFi Nexis con aggiornamenti via etere |
| Alimentazione | Modalità ibrida rete/batteria; 5 V / >1,8 A via USB-C; ricarica in circa 3,5 ore |
| Batteria | Litio-polimeri 4.900 mAh; autonomia dichiarata circa 7 ore |
| Dimensioni | 141 × 75 × 19 mm |
| Peso | 268 g |
| Garanzia | 12 mesi; 24 mesi nell’Unione Europea |
| Prezzo | 529 sterline di listino; circa 549 euro in Europa |
Dati dichiarati dal costruttore.
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