Streamz, le cuffie con dentro Android

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Verranno ufficialmente presentate al CES e subito dopo commercializzate le cuffie Streamz. Chiamarle “cuffie” è riduttivo: fanno anche da DAC e da player. Scopriamole insieme.


Già qualche volta vi abbiamo parlato delle nostre perplessità di cronisti/redattori del settore HiFi, dove prima era tutto ben chiaro e un apparecchio faceva grosso modo una cosa sola. Da qualche anno, invece, con l’avvento massivo del digitale anche nell’alta fedeltà, ci capitano per le mani sempre più spesso strumenti che di cose ne fanno più di una e “legarli” nella gabbia di una categoria merceologica è davvero riduttivo.

È il caso delle cuffie Streamz. Cuffie per modo di dire, dato che attorno agli auricolari gira un intero ecosistema che le rende indipendenti – volendo – da altri apparecchi.

Contengono infatti un DAC ESS Sabre ES9023 a 24 bit e 96 KHz (con supporto ai file MP3, AAC, FLAC e WAV, AIFF e Ogg Vorbis) , un player basato su sistema operativo Android, un ricevitore Bluetooth aptX, WiFi, un display OLED da un pollice e mezzo per visualizzare le copertine e… forse dimentichiamo qualcosa. Ah! Sì. 4 GB di memoria flash e un lettore di microSD fino a 32 GB.

Comandante di tutto questo bendidio è un microprocessore Cortex A5 quad core da 1,7 GHz, che risponde ai comandi ubicati sugli auricolari da 50 millimetri o alle app d’ordinanza (iOS e Android), con cui effettuare anche lo streaming.

Ma quindi? Le Streamz non si collegano all’impianto domestico? Come no! hanno anche un cavo col classico connettore jack per usarle come “semplici” cuffie, anche se dubitiamo che sarà il loro uso principale.

Il progetto Streamz è nato nel 2013, ma per ragioni che non c’è dato modo di conoscere debutterà solo al prossimo CES di Las Vegas (che inzierà il 6 gennaio) e saranno distribuite sul mercato internazionale un paio di mesi dopo a 399 dollari.

 

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