IFA 2015: cronaca di un successo annunciato

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Siamo stati all’IFA 2015, a Berlino. La rassegna consente di fare il punto sulle ultime tendenze dell’elettronica di consumo, HiFi inclusa. Ecco com’è andata.

Avvertenza:

qui non troverete note particolari sugli apparecchi-novità visti all’IFA 2015. Per questo dovrete aspettare un po’, ve li presenteremo mano a mano nei prossimi giorni.

Confessione:

era la nostra prima volta alla manifestazione di Berlino. E lo stupore che trasparirà dalle prossime righe è (in parte) giustificato da questo.

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La planimetria degli oltre 20 padiglioni dell’IFA 2015

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L’IFA non è una manifestazione dedicata all’HiFi né tantomeno all’audio in particolare, bensì un grosso (enorme!) contenitore di tutto ciò che riguarda: audio, video, telefonia, fotografia, domotica, elettrodomestici, informatica e chi più ne ha più ne metta con tutto ciò che ha a che fare con l’elettronica di consumo in generale.

Detto questo, L’IFA è un gigantesco parco-giochi in cui ogni nerd e ogni geek che si rispetti dovrebbe andare almeno una volta nella vita per passare diverse ore (o diversi giorni) con un sorriso a 32 denti stampato in faccia.

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Panoramica del padiglione Sony. Sul soffitto un “plotone” di videproiettori 4K.

Perché all’IFA tutto viene spettacolarizzato. Trionfi di videoproiezioni a 4K, TV da 110 pollici a 8K (avete letto bene: 8K), aspirapolveri senza cavo, lavatrici comandabili da telefonino, frigoriferi con porte slide con incorporato schermo LCD che ci racconta cosa succede dentro, muri di OLED 4K HDR, … Devo continuare?

A farla da padrona gli stand grandi come una fiera media italiana (ognuno!) di Panasonic, Sony, LG, Grundig, Philips, Huawei e altri ancora. Capitolo a parte lo merita Samsung, con un padiglione completamente dedicato a sé.

Dove va l’audio?

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Le nuove cuffie Philips Fidelio dedicate all’HiRes Audio.

Tenendo ben presente tutte le premesse fatte fino ad ora, il mass-market dell’audio va inesorabilmente in due direzioni, forse tre: cuffie e audio in mobilità in generale e – soprattutto – multi-room. Senza dimenticare la musica liquida ad alta risoluzione, meglio se anche questa con dispositivi portatili.

Auricolari di ogni foggia, forma, colore e fascia di prezzo, amplificatori per cuffie, sound-box portatili: è un tipo di mercato che muove fatturati importanti, anche e soprattutto dai non-adepti al culto dell’HiFI. Ma anche marchi ultra-blasonati come Sennheiser e BeyerDynamic hanno dato fuoco alle polveri col meglio della loro produzione, in buona compagnia di… quasi tutti: Noontec, Sony, PhilipsPioneer, Marley, …

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I “tappetti” della Marley.

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Ecco le rockstar che all’IFA hanno fatto da testimonial al lancio del Marshall London, il primo smartphone audiophile-oriented.

BeyerDynamic a parte, che faceva suonare le sue cuffie con ampli per cuffie propri, o chi come Sony e Pioneer aveva i propri lettori HiRes Audio portatili (dell’anteprima di Piooner parleremo a breve), sapete qual’era la sorgente con cui ascoltare gli auricolari (wireless o wired che fossero)? Nessuna! Bisognava collegare il proprio smartphone e provare le cuffie con la propria playlist. Lo smartphone (lo abbiamo già detto più volte e lo ripetiamo anche in questa occasione) è ormai il player audio più diffuso. Tant’è che essendo chi vi scrive della “vecchia guardia” (anche se non troppo), il secondo giorno di visita all’IFA ci siamo portati il nostro Sony Walkman, altrimenti saremmo usciti dalla fiera senza aver sentito neanche una cuffia (!).

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BeyerDynamic A 2, ampli per cuffie.

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La tecnologia multi-room di Yamaha prende il nome di MusicCast.

Praticamente tutte le grandi aziende hanno presentato vecchi e nuovi sistemi di audio multi-room, con uno spiegamento di forze impressionante in particolare da parte di Yamaha, che fra l’altro aveva allestito una spettacolare sala d’ascolto in Dolby Atmos con… una soundbar a 46 altoparlati (abbiate qualche giorno di pazienza per i dettagli).

Cosa ci è piaciuto

Gioiello di organizzazione, all’IFA si respira un mix di professionalità, sano divertimento e voglia di stupire. Il visitatore viene coccolato, ammaliato, catapultato in una moltitudine di stimoli multi-sensoriali proprio così come ogni grande fiera dovrebbe fare.

Cosa non ci è piaciuto

Seppure è sacrosanto che le aziende abbiano una business-area chiusa al pubblico, abbiamo trovato davvero eccessivo esporre quattro cose in croce riservando il grosso ai dealer (Magnat, ad esempio) o addirittura fare un grande stand al 100% chiuso ai non addetti ai lavori (Canton).

Le voglie

Una fiera come l’IFA va venire molte voglie e davvero stimola il mercato, gli affari e gli acquisti.

A noi ha lasciato (anche) la voglia di tornare per l’edizione 2016.

 

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