dolby atmos music

Sta arrivando Dolby Atmos Music, l’audio multicanale pensato espressamente per una esperienza di ascolto musicale totalmente immersiva. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

In principio era il Dolby Atmos

Il Dolby Atmos è stato presentato per la prima volta nel 2012 come sistema di audio multicanale a oggetti, pensato per le sale cinematografiche e per applicazioni casalinghe.

Mentre nei cinema si può arrivare anche a 128 oggetti sonori (!), nelle mura domestiche è pensato come un tradizionale sistema 5.1 ma con in più l’aggiunta di 2 canali sul soffitto e – eventualmente – altri 2 sulle pareti laterali.

Lo scopo è quello di rendere più tridimensionale possibile l’esperienza sonora di un film, superando le soglie fisiche dettate dalla sala in cui ci troviamo, aumentando il coinvolgimento emotivo.

Al di là dei (quasi) scontati effetti ultra-spettacolari in caso di riprese di lanci di missili, voli di elicotteri, esplosioni e chi più ne ha più ne smitragli, personalmente ho assistito a una interessante demo in una configurazione a 13.1 canali in cui anche i film d’autore e gli eventi sportivi hanno trovato un enorme giovamento da questo tipo di riproduzione sonora.

Oltre la stereofonia

Da sempre la musica per la riproduzione domestica viene registrata in stereo (2 canali). Tentativi relativi a un ascolto quadrifonico sono durati un battito di ciglia. Ma non per questo non s’è continuata a sentire l’esigenza di riprodurre l’ambienza di una sala da concerto, sia attraverso i vari DVD e BluRay a 5.1 canali e sia con interessanti soluzioni come l’italianissima StereoPlus.

Il fatto però è che oggi come oggi la musica arriva per lo più in streaming, lossy o lossless che sia. E anche gli audiofili duri e puri sono ancorati a sistemi stereofonici che riproducono musica registrata in origine in stereofonia.

Ma (forse) c’è qualche cambiamento all’orizzonte.

Il Dolby Atmos Music

I laboratori Dolby, da tutti gli appassionati storici conosciuti per i loro sistemi di riduzione del rumore per la riproduzione da nastro, prima che per i loro sistemi audio per il cinema, stanno entrando a gamba tesa nel music business col loro sistema / formato audio 3D Dolby Atmos Music.

L’idea è quella di far vivere all’appassionato l’ascolto come una vera e propria esperienza immergendolo tridimensionalmente nella musica.

Dolby Amos Music ha una codifica ad oggetti, così come il suo fratellone per il cinema e la TV, 128 canali che possono essere distribuiti su un sistema composto da (fino a) 34 diffusori (!!!).

È la stessa tecnica usata per le colonne sonore cinematografiche; in una sala opportunamente attrezzata il suono arriva da davanti, da dietro, dai lati e… dall’alto. E ora per la musica può accadere lo stesso e con lo stesso risultato: immersione sonora totale.

Ma attenzione: Dolby Atmos Music NON è una conversione dello stereo in un surround multicanale: è un tipo di registrazione che utilizza questi canali extra in un modo completamente nuovo.

Una delle caratteristiche fondamentai sia di Dolby Atmos per i film sia di Dolby Atmos Music è che un oggetto (o nel caso della musica, uno strumento o una traccia vocale) può essere manipolato nello spazio 3D dal produttore in modo indipendente.

Ad esempio, quando ascolti Atmos Music su un sistema audio compatibile con Atmos, potresti sentire i violini dalla parte anteriore della stanza quando inizia una sinfonia, ma mentre la musica continua nel tempo, quegli strumenti potrebbero essere spostati gradualmente nello spazio per sentire come se venissero da tutti intorno a te.

È un livello di controllo senza precedenti per i produttori e, molto simile all’effetto 3D nei film, potrebbe sembrare stonante o addirittura di cattivo gusto se mal progettato. Ma se usato cum grano salis e da mani esperte… Il risultato è sublime.

Dolby Atmos Music: dove ascoltarla?

In primo luogo nei club. Il Ministry of Sound di Londra, l’Halycn di San Francisco e il Sound-Bar di Chicago (giusto per fare qualche esempio) hanno già installato sistemi Dolby Atmos Music dando la possibilità a DJ e musicisti di controllare la loro musica nello spazio 3D attorno al club.

A casa tua! Se hai già un amplificatore multicanale / un sistema home theater compatibile con Dolby Atmos.

dj set in dolby atmos music
DJ Set in Dolby Atmos Music

Dolby Atmos Music: cosa serve per ascoltarla a casa?

Un amplificatore compatibile (ne esistono in commercio già tanti, di tutte le fasce di prezzo).

E diffusori in abbondanza, di cui almeno 2 ancorati al soffitto oppure (ne esistono di opportunamente progettati) che sparano il suono sul soffitto per poi rifletterlo verso il punto d’ascolto.

E la musica? Dimentica FLAC, DSD, ALAC e MP3, così come SACD e DVD: l’unico supporto fisico che attualmente supporta Atmos Music è il Blu-Ray.

Per quanto riguarda i file l’unico formato compatibile (generalmente prodotto illegalmente) è il MKV (e alcuni tipi di MP4). I file saranno comunque di dimensioni ragguardevoli, con tutte le complicazioni che la cosa comporta.

Infatti, la dimensione del file è ciò che rende scalabile Dolby Atmos Music: una singola traccia musicale registrata in Dolby Atmos può essere riprodotta su una vasta gamma di configurazioni di dispositivi e altoparlanti, da un enorme cinema privato da 32 altoparlanti a un paio di auricolari sul telefono. Ovviamente con risultati assai diversi.

Per avere un’esperienza Dolby Atmos Music completa, il minimo sindacale è una configurazione di altoparlanti 5.1.2 pilotata da un amplificatore in grado di decodificare il Dolby Atmos.

Se hai un sistema 5.1 o 3.1… ascolterai lo stesso le tracce Dolby Atmos Music, ma il livello di immersione sonora sarà via via meno evidente.

Dolby Atmos Music in cuffia: è possibile?

, è possibile godersi la magia del sono tridimensionale anche in cuffia (provate il Blu-Ray Kraftwerk 3-D per rompere il ghiaccio).

Le cuffie sono per loro natura stereofonica, ma da tempo esiste una tecnica nota come audio binaurale che può essere utilizzata per simulare un suono a 360 gradi.

Dolby Atmos sfrutta appieno l’audio binaurale ed è abbastanza compatibile con le cuffie.

In effetti, Dolby Atmos for Headphones è già ampiamente utilizzato dai videogiocatori che usano Windows 10 e Xbox One (la PlayStation 5 arriverà in primavera) e sanno bene che l’audio definito correttamente nello spazio li aiuta nelle loro missioni videoludiche, oltre che ad avere un maggior coinvolgimento durante esplosioni e spari.

Lo stesso effetto binaurale che rende Atmos per cuffie così efficace per i giochi funziona anche con la musica, con gli ovvi distinguo sulla qualità intrinseca della cuffia che andremo ad usare.

Ma… c’è sempre un ma.

Al momento le uscite cuffia degli amplificatori home theater fanno un downsampling delle tracce multicanale in un semplice segnale stereo.

Se volete provare l’esperienza Dolby Atmos Music in cuffia il modo più semplice e più efficace è usare uno smartphone e un player software compatibile.

Dove trovare tracce in Dolby Atmos Music?

In questo momento, Dolby Atmos Music è un formato non semplicissimo da trovare, anche se la Universal (che è proprietaria di decine di etichette, fra cui la Capitol) ha iniziato a registrare nuovi titoli con questo sistema e sta provvedendo alla rimasterizzazione di vecchi titoli in questo formato.

Già nel 2017 era uscita la nuova versione in Dolby Atmos Music del catalogo degli INXS (ovviamente in Blu-Ray).

Al momento non esistono servizi di streaming in abbonamento (come Spotify) che usano questo formato, mentre già Netflix e Amazon Prime Video hanno alcuni titoli del loro catalogo in Dolby Atmos. Anche musicali. Ad esempio, il converto di Talyor Swift su Netflix è stato registrato su Dolby Atmos.

Dolby Atmos e DTS:X: differenze e somiglianze

Il principale concorrente di Dolby Atmos è il DTS:X di Sony e praticamente tutti gli amplificatori che supportano uno dei due standard supportano anche l’altro.

Il risultato per quanto riguarda le colonne sonore cinematografiche è molto simile.

Ma mentre alcune major del disco stanno adottando Dolby Armos Music, al momento nessuna ha adottato l’equivalente di casa Sony, il DTS:X 360 Reality Audio. C’è però da dire che Sony è proprietaria di diverse etichette musicali e un annuncio in tal senso potrebbe arrivare presto.

Conclusioni

Mentre da un alto accogliamo con entusiasmo questo tipo di innovazioni tecnologiche, dall’altro guardiamo con sospetto al fatto che il formato principe di diffusione sia il Blu-Ray, dato che molti produttori di hardware stanno gettando la spugna, alla luce dei fatto che i consumatori preferiscono di gran lunga i servizi di streaming.

Sia come sia, sarà come sarà, speriamo che la cosa prenda piede, sia per la gioia e la soddisfazione degli audiofili e sia per rivitalizzare il settore.

Per approfondimenti: https://www.dolby.com/us/en/technologies/music/dolby-atmos.html