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Come scegliere il giradischi: cinghia, trazione diretta o puleggia a confronto

Belt, direct o idler drive: la guida completa per scegliere il giradischi giusto in base al tuo modo di ascoltare la musica.

Pro e contro dei tre sistemi di trazione che hanno segnato la storia dell’alta fedeltà analogica.

Scegliere il sistema di trazione di un giradischi somiglia a scegliere fra un’auto d’epoca col cambio manuale, una berlina ibrida e un’elettrica di ultima generazione. Ogni meccanica ha un carattere proprio, che si riflette sul suono e sull’esperienza d’ascolto.

I sistemi principali sono tre: trazione a cinghia (belt drive), trazione diretta (direct drive) e trazione a puleggia (idler drive). Vediamoli uno per uno, valutandone pregi e difetti.

1. Giradischi Belt Drive (trazione a cinghia)

I giradischi a trazione a cinghia sono i preferiti dalla stragrande maggioranza degli audiofili e oggi rappresentano il sistema più diffuso, dai modelli entry-level alle realizzazioni hi-end più costose. Il principio è semplice: il motore è separato dal piatto e gli trasmette il movimento per mezzo di una cinghia in gomma.

Pro

cinghia per giradischiIl punto di forza assoluto è la qualità sonora, garantita dall’isolamento elettromeccanico fra motore e piatto. Le vibrazioni prodotte dal motore in rotazione vengono assorbite dall’elasticità della cinghia, che impedisce loro di propagarsi alla puntina: il risultato è un suono pulito, libero da rumore di fondo (il cosiddetto rumble). Tenere il motore lontano dalla testina, che è un trasduttore particolarmente sensibile ai campi magnetici, riduce inoltre le interferenze elettriche all’origine di ronzii e disturbi.

A questo si aggiungono un design spesso minimalista e raffinato, ideale anche come oggetto di arredamento, una manutenzione tutto sommato semplice e un rapporto qualità-prezzo favorevole, che permette di ottenere ottimi risultati anche con una spesa contenuta.

Contro

Non è tutto oro quel che luccica. La trazione a cinghia richiede un po’ di pazienza e qualche accortezza in più rispetto alla trazione diretta. L’avvio è meno reattivo, perché il piatto impiega qualche secondo a raggiungere la velocità nominale: la cinghia deve vincere l’inerzia senza slittare. La cinghia stessa, poi, si usura: con il tempo può seccarsi, allungarsi o perdere elasticità, dando origine a fluttuazioni di velocità (wow & flutter), e va sostituita ogni due-cinque anni.

La coppia è inoltre piuttosto bassa, motivo per cui i belt drive risultano del tutto inadatti al lavoro dei DJ: tentare uno scratch fa slittare la cinghia o la riscalda. Sui modelli più economici, infine, la velocità di rotazione può risentire di lievi imprecisioni se la tensione della cinghia non è perfetta.

Caratteristica Trazione a cinghia (belt drive)
Uso ideale Ascolto critico, hi-fi domestico
Qualità audio Eccellente, con minimo rumore di fondo
Manutenzione Cambio periodico della cinghia
Robustezza Delicato, non adatto a manipolazioni brusche
Prezzo Da molto economico a estremamente costoso

2. Giradischi Direct Drive (trazione diretta)

Nel direct drive il piatto è montato direttamente sull’asse del motore: niente cinghie, niente pulegge, nessun elemento meccanico interposto. Il principale punto di forza è la combinazione fra precisione meccanica e robustezza, che ne fa la scelta d’elezione dei DJ e di chi insegue la massima costanza di velocità: basti pensare al mitico Technics SL-1200.

Pro

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La coppia elevata permette al piatto di raggiungere la velocità nominale quasi istantaneamente, una caratteristica che ha decretato lo standard assoluto in cabina.

Il controllo elettronico, spesso al quarzo, garantisce una stabilità di rotazione difficilmente eguagliabile, riducendo al minimo le micro-variazioni di velocità (wow & flutter) tipiche dei sistemi a cinghia.

Non essendoci elementi soggetti a deterioramento, la manutenzione è praticamente nulla; i motori, progettati per carichi pesanti e uso intensivo, fanno di questi giradischi vere e proprie macchine da guerra capaci di lavorare per decenni.

Contro

Il problema principale del direct drive è la vicinanza fra motore e testina di lettura. Il rumore meccanico (rumble) può venire captato dalla puntina, anche se sui modelli di fascia alta il fenomeno è risolto con opportuni accorgimenti costruttivi. Sui modelli economici si può inoltre incorrere nel cogging, ossia nei piccoli scatti impercettibili con cui il motore passa da un polo magnetico all’altro, con qualche conseguenza sulla fluidità della riproduzione.

Realizzare un direct drive davvero silenzioso, peraltro, richiede un’elettronica sofisticata e materiali pregiati: un direct drive economico è quasi sempre inferiore a un belt drive di pari prezzo. L’estetica, infine, tende a essere più tecnica e industriale, con telai pesanti e massicci necessari a smorzare le vibrazioni del motore.

A chi è indicato.

Profilo Motivo
DJ e scratcher Risposta immediata e resistenza alle manipolazioni del piatto
Utenti plug & play Niente cinghie da sostituire, manutenzione ridotta al minimo
Amanti del rock e del pop Suono ritmico, con attacco dei bassi molto preciso

Per chi cerca precisione chirurgica e massima affidabilità, il direct drive resta la scelta più razionale.

3. Giradischi Idler Drive (trazione a puleggia)

Tecnologia dominante fra gli anni Cinquanta e Sessanta, la trazione a puleggia rappresenta un capitolo fondamentale della storia dell’alta fedeltà. Garrard 301, Thorens TD124 e Lenco L75 sono solo alcuni dei nomi che ancora oggi alimentano un solido culto fra appassionati e collezionisti, anche se la grande maggioranza dei giradischi moderni adotta cinghia o trazione diretta. Nel sistema idler il motore è collegato al piatto attraverso una ruota in gomma (la puleggia, appunto), che a sua volta preme contro il bordo interno del piatto trasmettendogli il moto.

Pro

Il fascino della puleggia risiede quasi interamente nel modo in cui eroga energia. A differenza della cinghia, che può subire piccoli slittamenti o micro-variazioni elastiche, la puleggia stabilisce un contatto meccanico solido e diretto. Da qui un suono particolarmente dinamico, ritmico, con un attacco dei bassi che molti definiscono insuperabile. È la ragione per cui modelli come il Garrard 301 o il Lenco L75 sono diventati leggendari: trasmettono un senso di urgenza e musicalità (il celebre PRaT, pace, rhythm and timing) che fa apparire la musica più viva e tridimensionale.

Si tratta inoltre di macchine costruite per durare decenni, con motori sovradimensionati e telai in ghisa o leghe pesanti: veri esempi di ingegneria meccanica con un fascino vintage notevole. A regime, la massa del motore unita alla trazione rigida della puleggia restituisce una velocità molto stabile anche sotto carico.

Contro

La controindicazione più seria è proprio quella che l’isolamento del belt drive risolveva: il rumble. Poiché il motore comunica meccanicamente con il piatto attraverso una ruota rigida, le sue vibrazioni possono trasferirsi direttamente alla testina. La gomma della puleggia, inoltre, può indurirsi o appiattirsi se il giradischi resta fermo per troppo tempo, e reperire ricambi originali (o farli ricostruire con la dovuta precisione) richiede tempo e denaro.

Acquistare un idler usato significa quasi sempre dover affrontare un restauro completo: pulizia dei vecchi lubrificanti, sostituzione di molle e boccole, ripristino della parte elettrica. Per contenere il rumore meccanico questi giradischi richiedono poi plinti molto pesanti e ben smorzati, anch’essi piuttosto costosi. Ultima considerazione: gli esemplari ben restaurati raggiungono sul mercato dell’usato cifre importanti.

Caratteristica Trazione a puleggia
Suono Potente, ritmico, viscerale
Punto debole Rumore meccanico (rumble)
Difficoltà d’uso Alta, richiede manutenzione esperta
Icone Garrard 301/401, Thorens TD124, Lenco L75

Per chi cerca un’esperienza d’ascolto materica e non si tira indietro davanti alla meccanica di precisione, un giradischi a puleggia può rivelarsi la scelta definitiva.

Conclusioni

Una sintesi a colpo d’occhio dei tre sistemi.

Caratteristica Belt drive Direct drive Idler drive
Silenziosità Eccellente Ottima se di qualità Discreta
Precisione velocità Buona Eccellente Molto buona
Manutenzione Semplice (cinghia) Minima Alta
Uso ideale Ascolto critico hi-fi DJ e uso quotidiano Appassionati vintage

Se si cerca un giradischi preciso, affidabile e plug-and-play, il direct drive è la scelta d’elezione. Se invece si preferisce un suono morbido e un isolamento totale dalle vibrazioni, magari a un prezzo accessibile, la trazione a cinghia rimane un’alternativa solidissima. Per chi infine insegue la purezza del suono analogico più materico e ama mettere mano alla meccanica d’epoca, l’idler resta una scelta affascinante e, in molti casi, insuperabile.

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