
Audio Video Show di Varsavia 2026: prima parte del reportage della nostra trasferta polacca
Audio Video Show di Varsavia 2026, prima parte: Orchestalls, darTZeel, Audionet con Vivid Audio, Kasoto, Silent Pound e AudioPhase ascoltati in sala.
A Varsavia la prima decisione è come impiegare il tempo. Una porta aperta lascia arrivare qualche nota, un diffusore insolito accende la curiosità, un incontro invita a prolungare la sosta. L’Audio Video Show ha dimensioni tali da richiedere un percorso personale. L’edizione attuale, dal 23 al 25 ottobre, la ventottesima per l’esattezza, ha riunito 262 espositori in 196 sale, distribuite fra il Radisson Blu Sobieski, il Golden Tulip e lo stadio PGE Narodowy. Una città nella città, un universo in tre location dai piccoli laboratori musicali ai sistemi più ambiziosi dell’alta fedeltà internazionale.
Il richiamo dei grandi nomi era fortissimo. Wilson Audio, dCS, Dan D’Agostino, McIntosh, Sonus faber, Bowers & Wilkins, AGD Audio Group Denmark e YG Acoustics davano la misura dell’offerta. A renderla particolarmente interessante contribuivano anche le aziende polacche e le tante realtà arrivate dall’estero con una propria idea di riproduzione musicale. Talvolta bastavano pochi apparecchi e una scelta progettuale ben riconoscibile per rendere una sala degna di una visita prolungata.
Il nostro viaggio si è concentrato sul Radisson Blu Sobieski e sullo stadio, esplorandone una parte. Abbiamo scelto di dedicare tempo agli ascolti che ci incuriosivano, alle persone dietro i prodotti, a marchi che meritano di essere raccontati in dettaglio. Alcuni hanno già una storia importante e un pubblico fedele, altri meno. Ci interessava soprattutto coglierne la personalità, capire come lavorano e ritrovare, nelle loro proposte, il piacere della musica.
Da queste soste nasce un racconto in tre parti, accompagnato dalle nostre fotografie. Ogni sala qui ricordata è stata visitata e ascoltata personalmente. Ad alcune torneremo negli approfondimenti dedicati, mentre queste pagine offrono un primo incontro con i prodotti e con le sensazioni che ci hanno lasciato.
Indice dei contenuti
Orchestalls

Il marchio sudcoreano Orchestalls attirava subito l’attenzione con gli OCS500CL Miracle, diffusori a due vie dall’architettura molto personale, che ricordano discretamente un marchio svizzero molto conosciuto qui da noi. Tweeter e midwoofer occupano due involucri separati, sostenuti da un telaio che permette di orientare i moduli. Frontali rossi, struttura nera e grandi manopole laterali rendono evidente questa libertà di regolazione. A pilotarli trovavamo un integrato a valvole Fezz Titania MK2, anch’esso rosso, accompagnato da una sorgente digitale HiFi Rose riconoscibile dall’ampio display frontale e dai cablaggi Athenamuse. L’incontro fra una costruzione così particolare e l’amplificazione polacca ci ha regalato una sosta piacevole. È il genere di sala che cerchiamo volentieri, perché offre l’occasione di avvicinarsi a un modo diverso di pensare il diffusore e di ascoltarne il risultato.
OOPS Audio con Qln, Moonriver e Lucas Audio Labs

Il legno e le sue venature davano un carattere preciso alla presentazione di OOPS Audio, manifattura svedese di giradischi. In sala erano presenti i modelli Wallop e Punch, affiancati dalla riproduzione digitale di Lucas Audio Labs nella sua ultima incarnazione, il nuovo Music Server di riferimento che si pone al vertice della produzione della factory polacca. La proposta comprendeva il nuovo Moonriver 606, amplificatore integrato dual mono con architettura modulare, e il preamplificatore phono Moonriver 505. A completare il sistema c’erano i Qln Signature, monitor a due vie riconoscibili per il mobile a piramide tronca e il frontale inclinato. L’insieme raccontava bene l’incontro fra lavorazione artigianale e ricerca tecnica, con una presenza estetica estremamente curata; una prestazione degna di nota che lasciava increduli per come si dipanavano in modo così autorevole le basse frequenze da un diffusore così piccolo.
Il Qln Signature e i giradischi OOPS Audio nella presentazione condivisa con Moonriver e Lucas Audio Labs.
darTZeel

Le elettroniche bronzo-dorate di darTZeel hanno un’identità immediatamente riconoscibile. A Varsavia la casa svizzera richiamava l’attenzione anche con i diffusori MHD-12NB, indicati nel programma delle attrazioni come HD12. Sviluppati da Hervé Delétraz insieme a SwissSonor, impiegano un sistema coassiale con woofer da 12 pollici e driver a compressione centrale, reflex anteriore e sensibilità dichiarata di 98 dB. La presentazione comprendeva il preamplificatore NHB-18NS, il finale stereo NHB-108 model two e gli integrati LHC-208 e CTH-8550. Il primo dei due integra anche streaming e conversione digitale. Era interessante ritrovare il carattere del marchio in un sistema che estende la sua ricerca fino ai diffusori. Un ascolto piacevole e una prospettiva nuova su una realtà già molto apprezzata.
Audionet e Vivid Audio

Audionet rappresentava una conferma importante. Abbiamo parlato direttamente con l’ingegnere capo e ritrovato una concezione dello stato solido che stimiamo molto. Il preamplificatore MACH e i due monofonici SCHRÖDINGER erano presentati con gli aggiornamenti Voodoo Labs, rispettivamente WITCHCRAFT e RARE EARTH. La sorgente digitale era il lettore CD e DAC PLANCK², mentre la sezione analogica comprendeva il pre phono PAM. I diffusori Vivid Audio GIYA G2, nella splendida finitura blu, completavano una catena di grande impegno. La sensazione era quella di una riproduzione veloce, dinamica e ricca di informazioni, attraversata da un continuum musicale vicino al migliore ascolto analogico. Precisione e coinvolgimento procedevano insieme con naturalezza. A questa sala torniamo anche nell’approfondimento dedicato.
Destination Audio, Kasoto e LDMS

Destination Audio, Kasoto e Lucas Audio Labs hanno costruito uno degli incontri più felici del nostro percorso. I diffusori Kasoto OnWaTi BF sono sistemi a tre vie e baffle aperto, articolati in tre sezioni di legno massello. Due woofer da 15 pollici lavorano insieme a un medio EMS LB5 e a un tweeter ESS AMT Heil. L’amplificazione era affidata all’integrato Destination Audio GM70, single-ended a triodi con alimentazione separata, accompagnato dal DAC della casa con stadio analogico a valvole ECC40. A monte trovavamo il server LDMS di Lucas Domansky. La musica prendeva forma con energia e una coerenza d’insieme particolarmente coinvolgente, come un affresco di pennellate vibranti. Una riconferma della personalità di queste realizzazioni, che merita lo spazio dell’approfondimento dedicato.
Silent Pound Parallax
Parallax è il nome del nuovo progetto di Silent Pound, marchio lituano che a Varsavia ne presentava il prototipo. La sua forma insolita esprime una ricerca sul controllo della direttività, pensata per contenere l’influenza delle riflessioni ambientali. Si tratta di un sistema passivo a tre vie e mezzo con nove trasduttori per diffusore. Quattro woofer da 15 pollici lavorano a dipolo ripiegato, mentre quattro medi circondano il driver a compressione centrale caricato a tromba, componendo una sorgente virtualmente coassiale. L’amplificazione era affidata all’integrato Java Hi-Fi Double Shot 400. Una proposta ambiziosa, ancora in evoluzione, che ci ha colpito per l’originalità con cui affronta il rapporto fra diffusore, ambiente e ascoltatore. Piccola nota di menzione va indiscutibilmente all’integrato Java Hi-Fi Double Shot 400. La potenza dichiarata raggiunge i 400 watt per canale su 8 ohm, ottenuti attraverso uno stadio finale in classe D con transistor GaN FET, al nitruro di gallio. Particolarmente interessante è la sezione di preamplificazione LDR, nella quale la regolazione del volume sfrutta fotoresistenze controllate dalla luce di LED interni. Variando l’intensità luminosa cambia la resistenza e, quindi, l’attenuazione del segnale audio. La configurazione Double Shot adotta ingressi di linea bilanciati XLR, mentre la dotazione comprende un DAC R2R con ingresso USB, uno stadio phono MM e un’uscita cuffia. Anche la costruzione rivela una personalità precisa, con frontale in alluminio da 8 millimetri, finiture disponibili in essenze naturali e schede montate in posizione invertita, soluzione che il costruttore dedica al controllo delle vibrazioni. Un’elettronica capace di riunire elevata potenza, versatilità e un’estetica particolarmente curata.
AudioPhase
Nella sala AudioPhase, le Stealth 2 offrivano una testimonianza dell’ambizione progettuale della produzione polacca. Queste imponenti torri a tre vie abbinano un woofer da 11 pollici a un medio Scan-Speak da 6,5 pollici e a un tweeter con cupola in diamante da un pollice. Il medio merita particolare attenzione per la bobina mobile ellittica, una geometria studiata per distribuire diversamente le risonanze della membrana e limitarne gli effetti sulla riproduzione. I mobili dalla sagoma scolpita adottano una struttura sandwich con materiali compositi e fibra di carbonio, destinata al contenimento delle vibrazioni.
Il sistema era pilotato da due Circle Labs M500 in configurazione monofonica, finali ibridi che combinano uno stadio a valvole ECC88/6922 con una sezione di potenza a transistor. Le elettroniche digitali erano firmate Ideon Audio, con il NOUS ben riconoscibile sul ripiano superiore. L’allestimento, curato anche acusticamente, accompagnava una presentazione convincente e invitava a soffermarsi sull’intero sistema.
Interessante anche la varietà della proposta AudioPhase, rappresentata nell’esposizione dalle Cannabis 2 fotografate a fianco. Questi grandi diffusori da supporto associano un generoso woofer a una vistosa tromba in legno, mostrando un’altra interpretazione della riproduzione musicale. Un catalogo capace di esplorare soluzioni differenti, con una personalità riconoscibile anche nel design.
AudioPhase Stealth 2 con due Circle Labs M500 ed elettroniche digitali Ideon Audio. Un particolare delle Cannabis 2.
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