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iFi Zen Stream fa di ‘flessibilità’ la sua parole d’ordine. Siamo alle prese con un digital transport, ovvero un network player / streamer senza DAC integrato.

iFi Stream, cos’è

iFi Stream consente lo streaming Wi-Fi, ma senza ingabbiare l’appassionato in sistemi chiusi, i walled garden tanto rassicuranti quanto poco flessibili e con poche possibilità di upgrade.

L’azienda lo descrive come un Wi-Fi transport; in altre parole, l’iFi Stream funge da ponte tra la rete Wi-Fi e l’impianto audio. Si collega a un router tramite Wi-Fi o cavo Ethernet e trasmette il flusso musicale a un DAC esterno (o un amplificatore con ingressi digitali) tramite USB o S/PDIF.

L’architettura software dell’iFi Stream

L’idea è di offrire all’appassionato infinite possibilità, i sistemi di streaming che preferisce senza restrizioni relative ad app preinstallate e quindi siamo alle prese con un dispositivo con una sconfinata capacità di adattarsi ai cambiamenti dei tempi senza mai rimanere obsoleto.

Alla base c’è un’architettura open source (mai dimenticare che alla fine della fiera uno streamer audio altro non è che un computer mascherato). 

La sua architettura open source garantisce che l’utente non sia legato a una piattaforma o app specifica, offrendo una vasta gamma di opzioni e la possibilità di aggiungerne altre tramite firmware programmabile. 

Il suo sistema operativo è basato su Linux e offre la flessibilità tipica dei dispositivi aggiornabili via OTA (Over The Air).

L’hardware

L’hardware è stato costruito per offrire la migliore qualità del suono possibile, lavorando in armonia con lo sviluppo software interno di iFi. 

Dai driver del dispositivo al kernel (il cuore del sistema operativo), alla shell (che si interfaccia con il kernel), alle applicazioni e all’interfaccia utente, tutto è completamente ottimizzato per un funzionamento senza interruzioni e prestazioni sonore eccellenti.

I formati e le opportunità di streaming

L’iFi ZEN Stream supporta PCM fino a 32 bit/384 kHz e DSD fino a 11,2 MHz (DSD256) tramite Wi-Fi e cavo Ethernet. 

Al momento – ma differenti opzioni saranno rilasciate a breve – sono integrati Tidal e Spotify Connect.

L’interfacciamento con i dispositivi iOS e Android è garantita dal pieno supporto ai protocolli AirPlay e Chromecast (quest’ultimo in via di rilascio, entro l’anno).

A bordo c’è anche la possibilità di eseguire lo stream via DLNA (l’iFi Stream ha ottenuto l’opportuna certificazione) per accedere a una collezione di file da un computer con music server o da un NAS (cfr la nostra guida).

L’IFi Zen Stream è inoltre compatibile con Roon Bridge, rendendolo adatto per un ambiente Roon, e la certificazione Roon Ready completa è in via di rilascio (in altre parole, se avete già un DAC con questo streamer vi garantite / aggiungete la compatibilità con Roon).

Ma non è tutto. Questo piccoletto può funzionare anche da NAA (Network Audio Adapter) insieme al software Sygnalist HQPlayer. Ciò significa che può indirizzare i pacchetti di dati audio ricevuti tramite Wi-Fi o cavo Ethernet direttamente al DAC collegato senza applicare alcuna elaborazione.

Collegamenti cablati

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Sul retro, accanto all’antenna Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, troviamo una serie di porte che non lasceranno nessuno senza possibilità di collegare qualsiasi cosa. Ethernet,  1 USB-A per collegarvi un hard disk o una pen drive, 1 USB-A per il collegamento al vostro DAC preferito, collegamento che può avvenire anche via Coax. C’è anche una USB-C per caricare aggiornamenti software/firmware in alternativa agli aggiornamenti OTA.

Il microprocessore

Il cuore pulsante dell’iFi Zen Stream è il microprocessore ARM Cortex quad-core, in ottima compagnia di circuiti e componenti opportunamente selezionati come i condensatori ceramici multistrato TDK C0G e gli induttori di Taiyo Yuden e Murata. 

Ovviamente non ci sono ventole e il raffreddamento è affidato a dissipatori di calore a basso profilo.

L’amplificatore per cuffie

Ma non è tutto. Come se non bastasse l’Ifi Zen Stream ha anche un amplificatore per cuffie integrato.

Conclusioni

Ci troviamo apparentemente di fronte a un paradosso. Da una parte ci sono appassionati che s’arrogano il sacrosanto diritto di godere dei vantaggi della musica liquida senza avere le complicazioni – giusto per fare un esempio – del Raspberry Pi.

Dall’altra invece ci sono gli appassionati / smanettoni che guardano con sospetto soluzioni dall’indubbia qualità d’ascolto ma sostanzialmente chiuse ad ulteriori opportunità oltre a quelle già a bordo al momento.

L’iFi Zen Stream si prende il compito di unire questi due mondi fornendo la semplicità d’uso agognata dai primi e la flessibilità desiderata dai secondi. Missione: compiuta!