
Audio Video Show di Varsavia 2026: seconda parte del reportage della nostra trasferta polacca
Audio Video Show di Varsavia 2026, seconda parte: trombe Artisan Acoustics, Børresen A3, Fezz e Pylon, Kondo, YG Ultimate Titan e Wilson Alexx VFX.
Il nostro percorso prosegue fra sistemi che esprimono idee molto diverse di alta fedeltà. Ci sono le grandi trombe di una manifattura greca, la visione coordinata dei marchi di Audio Group Denmark, la tradizione giapponese dei triodi e alcune delle realizzazioni più ambiziose dell’intera mostra. Anche in questa seconda parte il racconto segue gli incontri fatti fra il Radisson Blu Sobieski e il PGE Narodowy, con qualche sosta più lunga davanti alle proposte che ci hanno maggiormente incuriosito.
Indice dei contenuti
Ideon Audio e Artisan Acoustics

Una delle sorprese più belle ci attendeva nella sala Ideon Audio. Le enormi trombe bianche appartenevano alle Euphonia di Artisan Acoustics, manifattura greca fondata da Nikos Psaltakis. Sono diffusori a tre vie con crossover attivo, sezioni a tromba per medi e alti e una base in betulla baltica lavorata a controllo numerico, che ospita il sistema per le basse frequenze. Sfiorano i due metri d’altezza e arrivano a 210 chilogrammi ciascuno.
L’amplificazione Circle Labs accompagnava la proposta digitale di Ideon, che presentava in questa sala anche il nuovo Axiom, convertitore di vertice articolato in tre telai. Il confronto diretto con il costruttore dei diffusori rendeva ancora più interessante una presentazione tanto personale.
All’ascolto mi hanno colpito la densità e la consistenza materica del suono, insieme alla corretta dimensione degli strumenti. Da un sistema così imponente arrivava una rappresentazione capace di conservare proporzioni credibili, con una presenza fisica davvero coinvolgente.
Ansuz, Børresen e Aavik

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Nella sala Audio Group Denmark ritrovavo quel suono organico, pieno, denso e strutturato che associo alle realizzazioni del gruppo danese. La presentazione curata da AudioEmotions riuniva diffusori Børresen, elettroniche Aavik e cablaggi e accessori Ansuz.
Protagoniste le nuove A3, torri equipaggiate con il tweeter planare proprietario RP94, la cui membrana in nylon/aramide rivestita d’alluminio pesa appena dieci milligrammi. Completano la dotazione un trasduttore per bassi e medi e due dedicati ai bassi, con membrane sandwich che racchiudono un’anima a nido d’ape in aramide fra due strati di fibra di carbonio. Una costruzione pensata per conciliare leggerezza e rigidità.
Accanto ai diffusori lavoravano due BM2, moduli per le basse frequenze con architettura a dipolo ripiegato, amplificazione incorporata e filtraggio analogico regolabile. Fra le novità presentate figurava l’Aavik U-301, che riunisce streamer, DAC, preamplificatore e amplificazione di potenza in un unico telaio. La sorgente analogica completava un sistema curato in ogni sua parte. All’ascolto colpiva soprattutto la continuità del tessuto musicale, con strumenti dotati di peso e consistenza all’interno di una rappresentazione coesa.
Fezz e Pylon Audio

Fezz e Pylon offrivano uno degli incontri più convincenti del nostro percorso anche per il rapporto fra risultato e prezzo. Il nuovo Titania MK2, premiato con l’EISA Tube Amplifier 2026–2027, impiega quattro KT88 e sviluppa 60 watt per canale.
Le Pylon Opal 40 mkII debuttavano proprio a Varsavia e portavano la serie Opal verso dimensioni e ambizioni maggiori, con tre woofer, un medio dedicato e un tweeter.
A monte c’era un dCS Bartók di prima generazione, mentre i collegamenti erano Tellurium Q. Le torri erano proposte a 6.999 zł la coppia, cifra che rendeva particolarmente interessante quanto ascoltato. La sensazione era quella di un sistema completo, generoso e musicalmente appagante.
Nell’approfondimento dedicato torneremo sulla costruzione del Titania e sul lavoro di queste due aziende polacche, capaci di rendere accessibile a tutti una parte importante del piacere dell’alta fedeltà.
hORNS, Qualiton e Albedo

Le grandi trombe arancio delle hORNS Uniwersum Reference davano alla sala una presenza quasi scultorea.
Il costruttore polacco presentava un sistema a quattro vie, accompagnato dal Qualiton 300B, integrato ungherese da 25 watt per canale costruito intorno a quattro celebri triodi 300B.
Sul ripiano accanto trovava posto il Qualiton Filter, un filtro per l’alimentazione di rete che impiega un circuito attivo a valvole per contrastare le interferenze.
I collegamenti erano affidati alla polacca Albedo Pure Silver Connections.
Fra i profili delle trombe e le elettroniche a vista, questa sala mostrava con particolare evidenza le scelte dei suoi progettisti. Una combinazione che meritava la sosta anche per la capacità di riunire soluzioni così riconoscibili in una proposta dal carattere personale.
Kondo Audio Note Japan e AudioNostrum
L’incontro fra Kondo Audio Note Japan e AudioNostrum portava nel nostro itinerario il lavoro di due manifatture dalla forte identità. Le Saturn del marchio spagnolo sono diffusori a quattro vie con l’originale Orbital Driver System, medio in carta e woofer in fibra di carbonio.
A pilotarle erano i monofonici giapponesi Kagura 2i, con due triodi 211 per canale in configurazione parallel single-ended, insieme al preamplificatore G-1000i. Il giradischi J.Sikora Reference alimentava la sezione analogica attraverso lo stadio phono Kondo GE-7 con alimentazione separata.
Rame, argento, valvole e imponenti lavorazioni meccaniche rendevano visibile la cura dedicata all’intero sistema. Era una presentazione che invitava a soffermarsi sui particolari, dal disegno dei diffusori alla costruzione delle elettroniche, e che aggiungeva al viaggio un incontro di grande fascino; un suono difficile da dimenticare.
YG Acoustics, Vitus Audio e TechDAS
La sala RCM merita un posto speciale nel ricordo di questa edizione. Le YG Acoustics Ultimate Titan erano il fulcro di un sistema di proporzioni eccezionali. Ogni diffusore riunisce otto altoparlanti in cinque vie, raggiunge i 215 centimetri d’altezza e pesa 455 chilogrammi.
Ai cabinet in alluminio si affiancavano gli imponenti crossover esterni, realizzati e abbinati individualmente alla coppia. Le elettroniche appartenevano alla serie Masterpiece di Vitus Audio, con preamplificatore MP-L201 Mk.II e due finali stereo MP-S201; fra le sorgenti spiccava il giradischi giapponese TechDAS Air Force III Premium. La coerenza percepita fra tanti centri di emissione e la naturalezza con cui il sistema restituiva l’energia musicale rendevano l’esperienza straordinaria.
In certi passaggi la riproduzione assumeva la presenza di un evento reale nel vero senso della parola. È un ascolto al quale abbiamo riservato un approfondimento, dove troverà spazio tutto lo stupore di quella sosta.
Wilson Audio, dCS e Dan D’Agostino

Wilson Audio era presente in diversi allestimenti e la nostra scelta d’ascolto è caduta sulla sala Audiofast, dove suonavano le Alexx VFX, versione delle Alexx V impreziosita da lavorazioni e finiture speciali. Questi grandi diffusori modulari abbinano due woofer da 10,5 e 12,5 pollici a una sezione superiore con due altoparlanti per le medie frequenze, da 5,75 e 7 pollici, disposti sopra e sotto il tweeter, classica configurazione D’Appolito ma in geometria MTM. Il medio più grande adotta il sistema QuadraMag, con quattro magneti in Alnico, mentre il tweeter CSC impiega una cupola in seta e una camera posteriore in fibra di carbonio. I tre moduli superiori sono regolabili individualmente in funzione della distanza e dell’altezza dell’ascoltatore, per allineare temporalmente l’emissione dei diversi altoparlanti nel punto d’ascolto.
La sorgente comprendeva un server musicale Oladra e il sistema digitale dCS Varèse, con un’unità Core dedicata alla gestione degli ingressi e all’elaborazione digitale, affiancata da due DAC monofonici, uno per ciascun canale. Il grande touchscreen apparteneva alla Varèse User Interface, componente del sistema dedicato alla visualizzazione delle informazioni musicali e all’accesso alle funzioni di controllo.
L’amplificazione era affidata al preamplificatore Dan D’Agostino Momentum C2 con alimentazione separata e a una coppia dei nuovi finali monofonici Relentless 800Z. Completavano l’allestimento i supporti Artesania Audio.
Tridimensionalità, correttezza timbrica e ricchezza della struttura armonica davano alla rappresentazione profondità e sostanza. Fra le altre presentazioni Wilson va ricordata anche quella delle nuove Autobiography, documentata dal programma della fiera e rimasta fuori dal nostro percorso d’ascolto. Il sistema comprendeva dCS Varèse, il preamplificatore Ubiquitous 300B e quattro monofonici Ubicube 700 del marchio sloveno ubiqaudiolab, insieme a due subwoofer Wilson Subsonic. Un ulteriore esempio dell’impegno progettuale raccolto a Varsavia.
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