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I diffusori Culmina,  protagonisti di questa prova d’ascolto, sono progettati e costruiti artigianalmente dalla vettAudio. Rientrano nel largo panorama dell’autocostruzione HiFi, ovvero un mondo fatto di passione, esperienza, creatività, originalità, volontà, determinazione e dedizione; qualità che contribuiscono in misura rilevante a cimentarsi in opere la cui riuscita dipende in gran parte dall’idea che il costruttore ha della riproduzione sonora.

In tal senso ritengo che il destino di un diffusore appaia già scritto, a patto che chi lo scrive, non si basi solo su aspetti teorici o tecnici, ma, pur partendo da questi, realizzi opere che restituiscano un’interpretazione del suono corretta ed esemplare, l’unica in grado di trasmettere “emozioni”.

È il caso di vettAudio, una piccola azienda che è riuscita a realizzare un eccellente diffusore, che pone un prodotto italiano al vertice delle produzioni attualmente in commercio, anche a livello mondiale e che si era già contraddistinta vincendo il primo premio nella categoria diffusori al 1° Contest CHF Nazionale di Autocostruzione Hi Fi, nel Novembre 2008.

E che il mio destino dovesse inevitabilmente incrociarsi con quello dei Culmina, forse, era già scritto da qualche parte, o se non lo era, il caso ha reso tale incontro possibile. Così, qualche anno fa, aggirandomi tra i tortuosi corridoi dell’ NH Jolly Midas Hotel al Roma Hi end, in cerca di “pietre preziose e stelle nascenti”, intercettavo in una saletta angusta e piena fino all’inverosimile di visitatori, queste “perle”, che mi colpirono immediatamente per una serie di dettagli, quelli che fanno la differenza. Ero ignaro del fatto che di lì a poco il sogno sarebbe svanito, perdendo per sempre le tracce di qualcosa di estremamente “prezioso”. E senza la possibilità di apprendere qualche notizia in merito al progetto e all’autore.

Ma le strade erano evidentemente segnate e durante la prima edizione 2013 di PrimaverAudio, il 23 marzo scorso, il sogno si materializza di nuovo e questa volta non mi lascio sfuggire l’occasione di parlare con il titolare del progetto, Claudio Pacitto, di riascoltare i diffusori e di prendere un appuntamento per una seria prova d’ascolto a Ceccano, in provincia di Frosinone, in una delle sale appositamente attrezzate da uno dei suoi collaboratori, Giovanni Vinci.

I risultati dell’ascolto, unitamente a quelli della sessione effettuata a Roma per l’intera giornata del 25 maggio, presso la Showroom di AnnuarioAudio (dove la vettAudio è stata invitata), sono riportati di seguito al solo fine di offrire un valido contributo, non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto, a quanti vogliano semplicemente comprendere cosa significa ascoltare in modo corretto l’informazione sonora.

Il progetto ha subito una lunga gestazione nelle diverse fasi sperimentali che si sono succedute nel corso degli anni. Si sono sperimentati l’uso di differenti materiali, trasduttori e componentistica di filtro, oltre ad affinamenti e cambiamenti che hanno condotto a Culmina, il diffusore attuale.

Non voglio entrare nel merito del progetto, che ritengo opportuno rimandare all’articolo apparso su Costruire HI-FI n° 127 del novembre 2009, anche se si tratta del primo prototipo, che nulla a più a che fare con l’attuale versione definitiva oggetto di questa prova d’ascolto.

Il sistema Culmina, è un diffusore “no compromise”, del tipo Reflex Down-Fire , tripartito Wf, Tw, Crossover separati ed interconnessi, realizzato con componentistica eccellente, sia per quanto riguarda i materiali impiegati (marmo, teflon, ciliegio, acciaio), sia per quanto concerne i trasduttori, i componenti attivi e passivi usati nel filtro ed il cablaggio.

La filosofia progettuale sposata dall’azienda si basa sulla riduzione drastica, o eliminazione, di tutte le componenti spurie che vanno ad inquinare il messaggio sonoro. E da qui alcune soluzioni avveniristiche, come la sezione interna del cabinet a forma bi-trapezioidale ottenuta da 27 listelli di MDF incollati uno su l’altro ad edificare la torre, l’assenza quasi totale di assorbente acustico, l’asta portante del tweeter, bi-orientabile ed esterna alla struttura e il filtro anch’esso esterno, alloggiato in un case a parte e privo di coperchio in fase d’esercizio. Solo per citare alcune delle principali esclusive caratteristiche. In altri termini, un concentrato di scelte operazionali davvero ragguardevole per un costruttore così poco conosciuto.

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La prova d’ascolto dei diffusori vettAudio Culmina

La sessione d’ascolto è stata condotta con impianti aventi come sorgenti lettori CD ed amplificazioni sia allo stato solido, sia valvolari, di cui non menzioniamo  marche, modelli e configurazioni (nel caso di amplificatori valvolari), per non influenzare il giudizio in fase di lettura sulle impressioni riportate dallo scrivente nelle due sedute d’ascolto e per non influenzare quanti vorranno ascoltare questi diffusori, scegliendo personalmente il sistema che prediligono.

Organo: viene riprodotto in tutta la sua grandiosità e si rileva un generale equilibrio tonale, in particolar modo nel registro medio-alto sempre in evidenza, come d’altronde la gamma bassa nelle sue frequenze fondamentali, presenti, articolate ed estese. L’organo è maestoso, profondo e idealmente focalizzato, i diffusori “non esistono”.

Pianoforte:  semplicemente disarmante la riproduzione del piano, sempre ben localizzato nello spazio, con transitori violenti, precisi, impeccabili; siamo di fronte allo strumento.

Clavicembalo:  arioso, diffuso, aggressivo e suggestivo, emana atmosfera, una naturalezza quasi imbarazzante per precisione ed analiticità; si riescono a cogliere i dettagli e le sfumature più impensabili con un realismo impressionante.

Ottoni: un registro difficile per qualunque tipo di diffusore, ma anche in questo caso i Culmina ci regalano un ascolto di immensa qualità, con una separazione, una pulizia ed una caratterizzazione da far impallidire. Tutta la gamma non ha soluzione di continuità e abbiamo davanti a noi lo strumento, lo si può toccare.

Chitarre: dall’acustica, alla semiacustica, all’elettrica alla “Pikasso” di Pat Metheny, la chitarra è riprodotta in modo fedelissimo, con precisione maniacale, passaggi velocissimi e cambi di focalizzazione a 180°, uno spettacolo.

Basso: profondo, dolce, tondo, mai invadente, la prova del nove. È solo un due vie, ma talmente ben interfacciato, da sembrare un corpo unico, non ci sono scalini, buchi o perdite energetiche anche sulle frequenze più basse. Il tutto è perfettamente assemblato e fa capire immediatamente che il risultato non è casuale, ma frutto di un accurato studio e affinamento.

Violino: entusiasmante, è presente, arieggia, possiamo quasi toccarlo, una gamma alta ed altissima trascinante, ma mai straripante, naturale e precisa anche nei passaggi più difficili.

Batteria:  c’è tutta, con la sua vigorosità, corposità e presenza. Le rullate arrivano come frecce dritte al cuore, i piatti fanno sobbalzare dalla sedia per naturalezza e profondità.

Voce maschile: le voci passano senza alcun problema o fatica d’ascolto, sono reali, vere, mai artificiali, limpide, cristalline, distinguibili sia negli assoli, che nei corali, grazie ad una selettività fuori dal comune.

Voce femminile:  se le voci maschili mi avevano impressionato, quelle femminili mi lasciano davvero senza parole, riempiono la sala, puro piacere d’ascolto.

Rock: se pensavate ad un progetto limitato e non all’altezza dei volumi sonori d’impatto richiesti per questo genere, potete ricredervi, i Culmina sanno essere soffusi, dolci, ma anche aggressivi e prorompenti. Non credo si possa chiedere di più ad un diffusore.

Jazz: ascolto pulito, limpido, analitico, con percussioni in primo piano ed un basso potente, preciso e smorzato, il risultato è davvero notevole.

Rumori: un test fondamentale per qualunque diffusore; gli applausi sono reali, si possono palpare, si sente l’aria tra le mani nelle battute. I Culmina respirano, non riproducono; non c’è traccia di colorazione, con un’eccezionale riproduzione tridimensionale dello spettro sonoro.

Conclusioni

L’estrema serietà del progetto, frutto di anni di sperimentazioni, impone queste casse acustiche Culmina all’attenzione anche del pubblico più esigente. Non è assolutamente facile progettare e realizzare un diffusore in cui è veramente difficile trovare dei punti critici o, più in generale, muovere appunti.

A mio giudizio, siamo di fronte ad  un “miracolo” per sintesi d’equilibrio e naturalezza, capacità introspettive ed escursioni dinamiche. Qualcosa che molti colossi del settore sono ancora ben lontani dall’aver raggiunto. Io non credo ai miracoli, ma solo alla logica, inquadrando i risultati riscontrati in un ambito del tutto diverso.

Senza dubbio i diffusori Culmina si collocano in una fascia alta di mercato e possono ragionevolmente essere ritenuti uno “standard di riferimento”, costituendo, tra l’altro, un carico assai facile per qualunque tipo di amplificazione.

Il prezzo attualmente è fissato a 4.000 euro, una cifra non per tutte le tasche, ma decisamente abbordabile per un diffusore di questo livello. Qualora si pensasse ad una fase di commercializzazione e distribuzione del prodotto, la cifra sarà inevitabilmente destinata a salire e non di poco;  per ora questo è il prezzo e i tempi previsti per la consegna sono di circa tre mesi dall’ordine.

Se mai ci fosse bisogno di ricordarlo, sottolineo ancora una volta che non bisognerebbe mai giudicare un diffusore in base al proprio biglietto da visita, ma semplicemente “ascoltarlo”, per poi capire che un sistema con tutte le carte in regola riesce sempre a trasmettere l’essenza della musica, emozionandoci. I diffusori Culmina, da qualunque ottica ci si ponga,  ne sono un magnifico esempio.

Marco Rivellino

Informazioniclaudio_pacitto@libero.it

 

http://youtu.be/gQ2Os6B3-iI