Impianto HiFi entry level (ma non troppo) per la musica liquida

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gli impianti hi-fi low cost di QA

Sono ormai anni che ripetiamo: oggi come non mai è possibile entrare nel mondo dell’alta fedeltà dalla porta principale senza spendere una fortuna. Oggi soddisfiamo la richiesta di un nostro lettore e vediamo come sia possibile assemblare un impianto ben suonante per la musica liquida spendendo poco più che per uno smartphone top di gamma e un tablet.

C’era una volta la posta dei lettori. E sulle riviste cartacee c’è ancora. Noi abbiamo il vantaggio della velocità del web e la nostra ”posta dei lettori” viaggia via email e via social network e… nei limite del possibile… rispondiamo a tutti entro una manciata di ore.

Giusto pochi giorni fa un nostro lettore (l’ennesimo!) ci ha chiesto qualche idea per assemblare un impianto senza troppe pretese, per la musica liquida. E stavolta abbiamo deciso di non rispondergli privatamente, ma di prendere spunto dalla sua richiesta per farne un articolo che possa essere oggetto di suggerimenti / ragionamenti per nuovi appassionati (il maggior numero possibile), invitandoli a realizzare un impianto HiFi con le Maiuscole (!) spendendo cifre ragionevolissime.

 

Iniziamo proprio con lo scambio di battute avvenuto col nostro Filippo.

Filippo. Salve. È da un po’ che sto guardando in rete perché vorrei avvicinarmi al mondo dell’alta fedeltà in HD e mi sono imbattuto nel vostro sito. Complimenti… Ho visto un articolo interessante, ma ahimè è datato 2015, dove si parlava di un possibile assemblaggio per avere un buon impianto senza dover rompere anche i porcellini dei miei figli. Ho provato a vedere se c’era qualcosa di più recente ma non ho visto articoli analoghi. Sapreste aiutarmi a capire come meglio spendere dei soldini? Grazie mille. Filippo.

Quotidiano Audio. Salve Filippo. Bisognerebbe sapere: di quali componenti ha bisogno (tutti? una parte?) e una idea di budget, oltre alle dimensioni della stanza da sonorizzare.

Filippo. Ciao grazie. Non ho nulla. Io credo di posizionarlo in una stanza di circa mq 60. La mia intenzione non era di fare una spesa totale ma gustarmi l’attesa mentre piano piano acquisto i componenti. Non ho grosse pretese ma non voglio neanche avere materiale scadente. Diciamo che potrò arrivare a 1500 euro?

Per sonorizzare lo spazio a disposizione di Filippo siamo un po’ strettini col budget, ma ipotizzando che voglia sonorizzarne solo una parte, installando l’impianto in modo da creare una parte del suo salone dedicato all’ascolto e lasciando l’altra in relativa quiete… c’è da divertirsi.

Digital Media Player Pioneer N-30AE.

È in grado di leggere qualsiasi formato di musica liquida, DSD compreso, si connette alla libreria musicale del computer o del NAS, ma anche a pen drive e direttamente ad hard disk. Ovviamente supporta le internet radio e i più diffusi servizi di streaming, Tidal compreso.

Cosa ci piace del Pioneer N-30AE:
  • Doppio DAC
  • Display a colori
  • Buon suono
  • Versatilità di supporti e servizi supportati (compresi multy-room, AirPlay, Chromecast)
  • Stabilità della connessione WiFI
  • Doppia USB (una frontale)
Cosa non ci piace:
  • L’App è un po’ troppo lenta, specialmente la versione Android (ma il telecomando funziona bene)
  • Uscite solo analogiche

 

Amplificatore integrato con DAC Onkyo A-9050

Di questo amplificatore ci siamo occupati in lungo e largo qui, pagina a cui vi rimandiamo per gli approfondimenti. Nel caso di Filippo abbiamo scelto questo amplificatore per almeno 3 ragioni: ha un ingresso phono (hai visto mai che in futuro gli venga voglia di un giradischi?), ha 65 watt di potenza per canale e ha un DAC interno per collegarvi (in futuro?) un lettore CD o altre sorgenti digitali, ma allo stesso tempo ha un buon parco di ingressi analogici.

Cosa ci piace dell’Onkyo A-9050
  • Versatilità di connessioni in ingresso
  • Circuiti WRAT e DIDRC (riduzione distorsione e suono più naturale)
  • Costruzione a componenti discreti
  • Costo così basso che più basso non si può
Cosa non ci piace:
  • Suono buono ed equilibrato, ma non particolarmente brillante (cosa che determinerà la scelta dei diffusori, cfr dopo)

 

Casse Acustiche Focal Chorus 716

In un periodo in cui vanno di moda diffusori definiti setosi (ma che personalmente definisco con problemi di stitichezza sugli alti), le Focal Chorus 716 sono in netta controtendenza, senza mai risultare invasive. Sono casse da pavimento a due vie e mezza, con un’ottima tenuta in potenza e semplici da posizionare anche grazie al condotto bass reflex anteriore (che non reclama grandissimi spazi tra il diffusore e la parete di fondo).

Cosa ci piace delle Focal Chorus 716:
  • Buon sono generale
  • Soddisfacenti anche a basso volume
  • Eleganti
Cosa non ci piace:
  • Un filo di medi in più non avrebbe guastato

 

Proviamo a tirare le somme con i prezzi a oggi (febbraio 2018)

Digital Media Player Pioneer N-30AE 354,89 € + Amplificatore integrato con DAC Onkyo A-9050 439,61 € + Case acustiche Focal Chorus 716 900 € = 1694,5 €, ovvero quanto uno smartphone top di gamma e un tablet (e un pochino sopra il budget indicato dal nostro lettore).

Si potrebbe fare di meglio e/o con meno?

Probabilmente sì, ma per ambienti decisamente più piccoli di quello a disposizione del nostro lettore. Oppure… Mandateci le vostre proposte, argomentandone le scelte, saremo ben felici di valutarle insieme.

 

 


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