
* Test * Recensione – QSA Lanedri Ultimatum Infinity AC Power Cable: un cavo per domarli tutti
Prova dei QSA Lanedri Ultimatum Infinity AC Power Cable: costruzione estrema, tecnologia QSA e un ascolto che ridefinisce il cavo di alimentazione di riferimento.
Questa potrebbe essere una presentazione così veloce da battere ogni record: i cavi di alimentazione QSA Lanedri Ultimatum Infinity sono semplicemente i migliori cavi di alimentazione che io abbia mai ascoltato e testato, e probabilmente i migliori che ascolterò entro un futuro neanche troppo lontano, indipendentemente dal costo. Facile, decisivo e assolutamente determinato.
Proviamo a dare una spiegazione e un contributo narrativo a quanto scritto sopra. Per farlo è doveroso introdurre il brand e parlare della sua tecnologia.
Il mondo dei cavi è sempre stato lastricato di affermazioni da parte di chi ci crede e di contestazioni da parte di chi vuole sapere, al di là del sentire e del provare. Per mia formazione cerco di non avere preconcetti formali o teorici di base: mi approccio ogni volta come fosse la prima volta, scevro da condizionamenti di ogni genere.
Indice dei contenuti
QSA Lanedri
QSA Lanedri nasce dall’incontro tra due realtà e due figure distinte. Da una parte c’è Quantum Science Audio, legata al nome di Steven, fondatore e mente tecnica del trattamento QSA; dall’altra c’è Anas Lanedri, grande appassionato e sperimentatore del mondo dei cavi, nonché fondatore del marchio QSA Lanedri.
Steven Tsang è la figura da cui prende forma Quantum Science Audio, realtà diventata nota soprattutto per l’applicazione della propria tecnologia proprietaria a fusibili, prese, accessori di alimentazione e altri punti sensibili della catena elettrica. Anas Lanedri entra in contatto con questo universo partendo proprio dai prodotti QSA e, secondo il racconto aziendale, ne rimane colpito al punto da voler portare quella stessa tecnologia nel territorio dei cavi audio di alto livello.
La relazione tra le due realtà è stretta ma non sovrapponibile. QSA rappresenta la matrice tecnologica, QSA Lanedri la sua applicazione specifica al cablaggio audio. Steven resta la figura associata alla ricerca e al trattamento QSA, Anas Lanedri diventa il volto, l’interlocutore e il responsabile della linea QSA Lanedri, con sede operativa in Belgio, focalizzata sulla progettazione e sulla vendita di cavi di alto livello. È una genesi particolare, e in parte spiega sia il fascino sia la difficoltà di raccontare questi prodotti.
La tecnologia QSA
Il cuore della proposta QSA Lanedri è il trattamento QSA, ma sarebbe sbagliato considerarlo un elemento isolato dal resto del progetto. In un cavo di alimentazione estremo come l’Ultimatum Infinity AC Power Cable contano la scelta dei conduttori — che vedremo essere decisiva per estremizzare la forza del trattamento — così come la massa metallica e la qualità meccanica complessiva.
La particolarità di QSA Lanedri è che questi elementi sono la base fisica sulla quale viene applicato il trattamento proprietario QSA. Non è un semplice cavo costruito usando sezioni generose o particolari geometrie: questi aspetti ci sono, e in un prodotto di questo livello non possono che avere un ruolo, ma il punto distintivo rimane l’intervento sul conduttore. È il trattamento QSA, infatti, che ne modifica in modo profondo il comportamento. In altre parole, QSA Lanedri rivendica un trattamento proprietario, non completamente divulgato, come elemento capace di portare il cavo oltre la somma dei suoi materiali e delle sue scelte costruttive.
Questa è la parte più affascinante, ma è anche quella che può creare più problemi. QSA Lanedri non divulga nel dettaglio la natura del processo, e questo è comprensibile se lo si considera un segreto industriale. Allo stesso tempo, però, chi ascolta un prodotto di questo livello ha il diritto di chiedersi almeno quale sia l’idea di fondo, quale sia la logica dichiarata dal costruttore e in che modo una tecnologia tanto misteriosa dovrebbe tradursi in un risultato sonoro concreto.
Secondo quanto dichiarato da Anas Lanedri, la tecnologia QSA sarebbe il risultato di oltre vent’anni di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è ottenere maggiore chiarezza, maggiore naturalezza e una connessione emotiva più vicina all’esperienza della musica dal vivo. L’azienda parla di un’azione sul metallo a livello quantico e afferma che il trattamento consentirebbe al conduttore di comportarsi in modo simile a un superconduttore, favorendo un flusso più libero degli elettroni, una maggiore conduttività e la rimozione delle cosiddette bottle-neck distortions. Queste distorsioni sono presenti più o meno in tutti i metalli e sono una specie di restringimento del reticolo cristallino che impedirebbe il normale flusso degli elettroni. Nel percorso elettrico di un metallo reale possono esistere micro-ostacoli, discontinuità, impurità, ossidi, tensioni meccaniche, bordi di grano, superfici non ideali, punti di contatto e interazioni con disturbi ad alta frequenza. Tutti questi elementi rendono il comportamento del conduttore diverso da quello ideale.
Per dirla più banalmente, il metallo non è un’autostrada perfetta. Gli elettroni non scorrono dentro un tubo vuoto come acqua in una conduttura: è una semplificazione del tutto fuorviante. Si muovono invece all’interno di una struttura fisica complessa, fatta di reticoli cristallini, imperfezioni, interfacce e superfici. Se spingiamo un po’ di più sulla speculazione teorica, possiamo sostenere che la conduzione elettrica nei metalli è, alla base, un fenomeno che la fisica descrive con strumenti quantistici, ovvero è un fatto dell’infinitamente piccolo. Questo, però, non significa automaticamente che ogni riferimento al termine quantico spieghi o dimostri il funzionamento di un prodotto audio in modo quantistico. Significa più semplicemente che, se un trattamento agisse davvero sulla struttura o sul comportamento microscopico del conduttore, potrebbe teoricamente modificare il modo in cui quel conduttore interagisce con la corrente, quindi con gli elettroni, i campi elettrici ed elettromagnetici che la definiscono.
Quando Anas Lanedri utilizza il paragone con la superconduttività, introduce un’immagine potente, ma anche rischiosa. Un superconduttore, in senso fisico stretto, è un materiale che presenta proprietà molto precise e non assimilabili genericamente a un normale cavo audio. Infatti, quando gli vengono sollevate obiezioni, Anas precisa che il termine superconductor era stato usato per mancanza di similitudini più adeguate, preferendo poi parlare di una sorta di super-metal, cioè di un metallo le cui caratteristiche, secondo QSA, sarebbero spinte molto oltre il comportamento ordinario.
Questa precisazione è importante. Non abbiamo elementi per affermare che un cavo QSA Lanedri diventi un superconduttore in senso scientifico. Possiamo però dire che l’azienda rivendica un trattamento permanente del metallo, pensato per ridurre quelle forme di ostacolo o distorsione distribuite lungo il percorso elettrico che, secondo QSA, impedirebbero al sistema di esprimere pienamente la naturalezza e la potenza intrinseche a tutti i metalli. In una comunicazione privata, Anas insiste proprio su questo punto: il trattamento sarebbe permanente e l’obiettivo non sarebbe enfatizzare una singola caratteristica sonora, ma portare l’ascoltatore verso una connessione emotiva più profonda con la musica.
Da un punto di vista divulgativo, possiamo immaginare la questione così: abbiamo un cavo di alimentazione che notoriamente non trasporta musica, ma energia elettrica. Tuttavia quell’energia arriva a elettroniche estremamente sensibili, che trasformano la qualità dell’alimentazione in comportamento sonoro. Un cavo di alimentazione, soprattutto in sistemi molto risolutivi, può interagire con il rumore di rete, con le componenti impulsive, con i disturbi ad alta frequenza, con la qualità dei contatti, con l’impedenza vista dall’apparecchio e con il modo in cui l’elettronica reagisce alle richieste dinamiche. Se il trattamento QSA riuscisse davvero a rendere il percorso elettrico più stabile, meno disturbato e meno soggetto a micro-limitazioni, il risultato non dovrebbe manifestarsi come una semplice equalizzazione del suono, ma con caratteristiche differenti, nel senso letterale del termine, ovvero differenti da qualsiasi altro cavo esistente.
Ultimatum Infinity AC Power Cable
L’Ultimatum Infinity AC Power Cable è un oggetto che si presenta immediatamente come estremo. Prima ancora di inserirlo in catena colpiscono la massa, il diametro complessivo e la costruzione a tre corpi intrecciati: quasi tre cavi pieni che si avvolgono l’uno sull’altro in una treccia ampia e ordinata, enormi e pesantissimi. Se da un lato è enorme, dall’altro risulta sorprendentemente flessibile.
Questo dato è assolutamente da non sottovalutare, perché permette di adattarlo anche in quegli spazi, dietro agli impianti audio, non sempre aerati e favorevoli a cablaggi così estremi.
La finitura contribuisce molto alla sensazione di oggetto fuori scala: la calza esterna, bianco chiaro con riflessi leggermente perlacei, ha una trama fine, lucida e molto compatta, che restituisce una percezione di lusso ma con garbo, quasi ipnotica. Non ci sono scatole intermedie, moduli di filtraggio visibili o elementi aggiunti lungo il percorso: l’Ultimatum Infinity è un monumento alla materia conduttiva trattata, costruito intorno alla massa dei suoi conduttori, alla loro disposizione geometrica e al trattamento QSA applicato al percorso metallico. È un cavo che decisamente non passa inosservato.
Le informazioni tecniche disponibili confermano una costruzione interna con circa 3600 trefoli di rame stagnato per polo, una struttura non schermata, conduttori ritorti e poi nuovamente intrecciati nei tre rami principali del cavo. I connettori, altro elemento immediatamente riconoscibile, sono realizzati su misura ed enormi, anche perché non avrebbero mai potuto reggere quelle tre masse conduttive intrecciate di simili dimensioni.
Questa costruzione rifugge metalli nobili, dielettrici esotici o scatolotti misteriosi appesi lungo il percorso. Non è pensato in modo comune o, meglio, commerciale. La sua logica sembra piuttosto unire tre elementi: una massa conduttiva molto importante, una geometria pensata per mantenere il cavo utilizzabile nonostante la sezione estrema e il trattamento proprietario QSA, che resta il vero elemento identitario del marchio. Pensiamola in questo modo: la costruzione prepara il terreno affinché la tecnologia QSA possa esprimersi al meglio. Posso affermare che questo oggetto, nella sua totalità, è il punto più alto del pensiero dell’azienda, estraneo alle considerazioni che possono essere applicate a una produzione in serie secondo le normali procedure di costruzione di un cavo per usi audio.
Un oggetto radicale, fuori da ogni aspettativa visiva, ma sorprendentemente elegante e funzionale.
Metodologia e accortezze
Prima di passare ai brani, è necessario chiarire il metodo. L’Ultimatum Infinity AC Power Cable è stato ascoltato dopo un periodo di rodaggio prolungato, coerente con le indicazioni del costruttore, che per questi cavi parla di circa 300 ore prima della piena stabilizzazione. In verità è passato molto più tempo: sono trascorsi molti mesi di prove, perché il tipo di prodotto lo meritava. In una prova di questo tipo, onestamente, ho cercato di rimanere distaccato e di lasciare le inevitabili aspettative al di fuori di una sfera tanto vicina da poterne in qualche modo intaccare il giudizio. Alla fine è bastato ascoltarlo per la prima volta, anche senza rodaggio, per capire che ogni più roseo sentimento di speranza veniva spazzato via dalle sue estreme prestazioni. La prima reazione è stata un sorriso misto a incredulità. Tutto è stato riscritto in un attimo, senza neppure un briciolo di forzatura o pregiudizio, senza nulla aggiungere: solo ascoltare.
Il cavo, per le sue caratteristiche fisiche, è stato impiegato come cavo principale del mio distributore di corrente Ansuz Mainz D2: non entrava in nessun’altra presa della ciabatta del gruppo danese! Servirebbe, se possibile, un leggero prolungamento della presa Schuko, anche solo un centimetro, poiché il suo corpo mastodontico può creare qualche problema di inserimento, come è capitato a me, impedendomi di provarlo sui vari sistemi singoli. Ma qualcuno non ha forse detto che il primo cavo è quello più importante? E così è stato: l’Ultimatum Infinity AC Power Cable è stato usato esclusivamente dal muro alla mia multipresa Ansuz di riferimento.
L’ascolto
Suzanne Vega — An Evening of New York Songs and Stories
(Qobuz 44.1 kHz / 24 bit). Al Café Carlyle, con il brano di riferimento Luka, abbiamo voce, evento live e palcoscenico intimamente legati alla prestazione, con un suono curato da Fernando Lodeiro e mixato da Kevin Killen, capace di raggiungere livelli di introspezione e contiguità timbrica da riferimento. L’Ultimatum Infinity lavora sulla presenza narrativa della voce in un modo così carnale da sbalordire, tanto da rendere superfluo qualsiasi confronto con ogni altro cavo che sia passato da queste parti. Suzanne Vega acquista una collocazione più riconoscibile e immediata nello spazio, la dizione diventa più leggibile, le piccole inflessioni emotive arrivano con maggiore naturalezza e il café newyorkese appare come un luogo più reale e attuale, più popolato da tutto l’indispensabile e il superfluo nello stesso istante.
Ana Carla Maza — Bahía
(Qobuz 48 kHz / 24 bit). Qui troviamo voce e corpo nello stesso istante, violoncello, armonici delicatissimi coniugati in un continuum che sembra infinito. L’Ultimatum Infinity apporta più sostanza al dialogo tra voce e violoncello. I pizzicati hanno più elasticità, l’arco possiede una grana più ricca, la voce vibra con maggiore presenza armonica e il brano assume una continuità quasi fusa, come se strumento e cantante appartenessero davvero allo stesso gesto.
Christian McBride & Edgar Meyer — But Who’s Gonna Play The Melody?
(Qobuz 96 kHz / 24 bit). Basso, energia, velocità, controllo e materia fisica si collocano su un livello superiore, spiazzando ancora una volta qualsiasi riferimento. Un dialogo in presa diretta tra due contrabbassi, con pochi microfoni, dove lo strumento alterna voce solista, sezione ritmica, percussione e corpo armonico. La densità è enormemente superiore, le percussioni si caricano di nuova vita mantenendo il vibrato più a lungo, in modo naturale ma estremamente energico e presente. Con Green Slime, l’Ultimatum Infinity mette in evidenza la parte più fisica della prova. I due contrabbassi acquistano peso, tensione e articolazione. Ogni pizzicato parte con più energia, il legno vibra con maggiore evidenza e la trama ritmica resta leggibile anche quando i due strumenti si inseguono con furia controllata, al limite della collisione ritmica.
Johannes Brahms — Piano Quartets Nos. 2 & 3, Krystian Zimerman
(Qobuz 96 kHz / 24 bit). Brano principale: il Quartetto op. 26, primo movimento. L’album è registrato nella Sala Teatro LAC di Lugano, con Zimerman al centro di un dialogo cameristico raffinato, affiancato da violino, viola e violoncello. Nel Brahms di Zimerman, l’Ultimatum Infinity lavora sulla proporzione. Il pianoforte acquista più peso armonico, gli archi più corpo e più continuità di fraseggio, mentre la sala del LAC diventa parte integrante dell’evento: è più presente, maggiormente a fuoco anche nelle nuance più sottili. La musica da camera assume così una dimensione più piena, più stabile, più profondamente incarnata. Una saturazione tonale che, a memoria, non riesco a confrontare con i miei riferimenti senza che questi ne escano ridimensionati.
Considerazioni personali
L’Ultimatum Infinity AC Power Cable sembra agire come un moltiplicatore di presenza. Una prestazione organica, in cui ogni parametro della riproduzione viene naturalmente portato su un piano ignoto ai precedenti ascolti. Porta più energia dietro ogni nota, più corpo armonico, più aria intorno agli strumenti, più stabilità nella scena, più presenza fisica delle voci, più articolazione del basso e più continuità fra microdettaglio e flusso musicale. La sensazione complessiva è quella di un sistema che sale di livello in tutti i parametri, ma con una crescita compatta, elegante, organica, estrema, governata da una musicalità da riferimento.
Confermo le osservazioni di apertura: l’Ultimatum Infinity AC Power Cable è il miglior cavo di alimentazione che io abbia mai provato e ascoltato, un risultato che potrebbe far passare in secondo piano persino il suo costo, non alla portata di tutte le tasche. Per questo mi sento di consigliarlo per quei sistemi e quegli ascoltatori che hanno già portato molto avanti il lavoro su sorgenti, elettroniche, diffusori, ambiente e alimentazione. L’Ultimatum Infinity AC Power Cable si comporta come uno di quei rari componenti che modificano la percezione complessiva della catena. Non aggiunge semplicemente qualcosa, ma porta il sistema a esprimersi con una presenza, una densità e una musicalità che diventano difficili da dimenticare.
QSA Lanedri, almeno in questa fase, privilegia un modello di vendita diretta: i prodotti vengono ordinati attraverso il sito o tramite contatto diretto con l’azienda, senza una rete distributiva tradizionale strutturata. Nei singoli mercati il marchio si appoggia piuttosto a figure di riferimento, ambassador o interlocutori locali, capaci di far ascoltare i prodotti, accompagnare il cliente e creare occasioni di prova in sistemi reali. Per dare un riferimento economico, mi limito alla serie oggetto di questa prova: sul sito ufficiale QSA Lanedri l’Ultimatum Infinity AC Power Cable è indicato a 18.000 dollari, mentre l’Ultimatum Infinity Speaker Cable è indicato a 22.000 dollari.
A margine, va ricordato che QSA Lanedri ha introdotto anche la nuova proposta Veridion/Discovery, pensata per rendere più accessibile l’esperienza della tecnologia QSA attraverso prodotti dal prezzo molto più contenuto. Non è il tema di questa recensione, dedicata all’Ultimatum Infinity, ma segnala una direzione interessante: affiancare ai prodotti estremi una linea con rapporto qualità/prezzo molto più favorevole e una soglia d’ingresso decisamente più bassa.
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